IL BLOG DEI MERLINERS



mercoledì 16 dicembre 2009

Il nuovo inno dei Merliners

Carissimi, il nostro piccolo Herbert Pagani ci ha forniti di inno. I giudizi sulla qualità del pezzo sono stati molto differenziati.
Alcuni hanno scomodato il Victor Jara di "Te recuerdo Amanda", altri hanno insistito per proporre questo pezzo per la Coppa Rimetti del Ruggito del Coniglio, altri ancora hanno già valutato quali migliorie possano essere apportate con un diverso arrangiamento (punk-reggae, etc.). Come sempre, l'operato di Ditaccosempre divide gli animi.
Tuttavia, non possiamo non rendere omaggio all'impegno e alla fatica e, soprattutto, allo spirito del temerario menestrello, rendendo disponibile l'inno a chiunque voglia ascoltarlo.....
Clicca per ascoltare file musicali

martedì 8 dicembre 2009

Candidature

Amici, dopo attenta riflessione ho deciso per chi votare la sera della nostra cena societaria in quel di Bondeno. Mastro ed Alessio mi sembrano i meritevoli vincitori dei trofei che incoronano il miglior giocatore dell’anno e il miglior Buon samaritano. Queste le motivazioni che sorreggono la mia scelta e che leggerò a sostegno dell’assegnazione dei premi.

Calciatore elegante ed efficace insieme, è atleta (e forse uomo) dalle contraddizioni risolte. E per di più lo si ritrova in ogni punto del campo senza sapere mai bene come ci sia finito: una telecamera apposita dovrebbe seguire i suoi movimenti e svelare l’arcano della totale smaterializzazione del sudore pur essendo, sempre, dappertutto. Mai percepito da parte di alcuno di noi un fiato grosso, una smorfia di rabbia, un grido per una palla persa, cosa che accade assai di rado, peraltro. Quello che tutti hanno bene davanti agli occhi, piuttosto, e che non smette di destar meraviglia è la precisione dei suoi millimetrici lanci, il dosaggio sapiente della forza che il suo destro imprime alla palla, qualsiasi palla, dura, sgonfia, grande, piccola che sia. La facilità, la naturalità del tocco in prima battuta, la traiettoria morbida e sinuosa che l’aria accoglie e il planare soave non sui piedi, che lo ridurrebbe, ma sul vuoto dove i passi (che il suo occhio ha riempito da lontano) andranno a convergere, finiranno spontaneamente, inevitabilmente, necessariamente a colpire il pallone al volo, come fosse un’equazione perfetta, di piede o di testa, ne fanno il più bel rifinitore di tutta la storia della Merlino Football Club. Uomo di servizio, la più nobile delle virtù: molto si spiega così, anche fuori dal campo. La sua costanza ha dello strabiliante: nessuna partita sotto tono, nel corso di questo suo annus mirabilis, nessuna giornata storta o fiacca, nessun giovedì formidabile, perché stato di grazia non si può dir per lui momento di passaggio ma condizione felice e perdurante, calcisticamente, ad ogni varcar il cancello nel corso del 2009.

Smentendo uno dei più logori degli stereotipi, la tirchieria genovese, svariati e gioiosi sono i motivi che inducono ad elegger Alessio vincitore della classifica del buon samaritano 2009. Non solo vincerebbe così, per numero: è grazie a i suoi omaggi che i Merliners si sono leccati i baffi e schioccato il palato in numero superiore di volte rispetto alle elargizioni, pur rimarchevoli, di qualsiasi altro dei membri della gloriosa e onorata società. Ma considerando che il nostro, lavoratore indefesso e padre esemplare, conta un numero di presenze irregolare e nettamente inferiore a quelle, ad esempio, che ho io al mio attivo, ecco che la sua generosità svetta e riluce come una montagna innevata tra i poggi antistanti in una giornata tersa d’inverno. Proporzioni, dunque, che parlano non di semplice vittoria, ma di trionfo, di distacco chilometrico, di fuga insostenibile per il passo di noi gregari. Per non dir poi della qualità dei suoi doni: freschi e sapidi formaggi d’altura, dolcetti alle mandorle e alle noci, grappe che trasformano la bocca in una serra di aromi preziosi. E poi la sua instancabile attività di promotore di balotte e zingarate, tutte puntualmente organizzate, come neanche la miglior agenzia di viaggi. Chi dà agli altri dà un pezzo della sua anima, anche: era questo il senso dell’istituzione del concorso ed è anche vero che si può fare a meno delle istituzioni, che l’offerta non ha recinti e pali a delimitarla. Ma siamo ragazzoni cresciuti che si divertono con queste cose. Perciò l’Alessio il genovese verace (è di quella gente, mi hanno spiegato, non il risparmio per sottrarre, ma perché la terra è stretta e non te lo dimentichi mai), il ligure genuino che quando sa di avere dà e si dà, sapendo che a tenere soltanto della vita si capisce e si prende poco, merita senza dubbio alcuno la palma di primo vincitore del neonato corso.

lunedì 7 dicembre 2009

Cari amici e fratelli Merliners, il Conte è tornato..
Ci ho messo un pò ma oggi ho avuto la pazienza per recuperare ed impostare una nuova password e finalmente tornare a postare qualcosa.
Mi scuso per il tempo trascorso in letargo..
A giovedì prossimo e preparate il bicabornato per il prossimo sabato ...

giovedì 26 novembre 2009

messaggio per gli amici rugbisty

SOLUZIONE ZINGARATA:
Irlanda vs Italia – Croke Park 6 febbraio 2010 ore 14.30 locali - Dublino

Biglietto Irlanda - Italia Settore 735 88,00 €
Volo Ryan air A/R Bologna Ven.05/02 ore 11.15 - Dublino Lun.08/02 ore 7.20 215,00 €
Hotel Ibis West Dublin Monastery Road Clondalkin - 22 - DUBLIN - IRELAND REPUBLIC
Camera doppia 31,5 € a persona per notte x 3 notti 94,5 €
Pranzi, mezzi pubblici, cazzi vari stimato x 2,5 = 75 €
TOTALE = 472,5

Quindi siamo nettamente fuori budget Lussu (e francamente duro da digerire anche per me…)

SOLUZIONE "GIGETTO"

ITALIA vs INGHILTERRA - domenica 14 Febbraio , ore 15.30 locali
ITALIA vs SCOZIA - sabato 27 Febbraio, ore 14.30 locali
Le curve per entrambe le partite sono TERMINATE, presto sarà comunicata la data di messa in vendita delle nuove curve sulle strutture provvisorie. Questa sarà entro la metà di DICEMBRE.
Sono disponibili al momento solo biglietti per tribuna scoperta con la SCOZIA a 60 € e tribuna coperta a 90 € con l’INGHILTERRA!

Secondo me quindi la cosa fattibile è puntare ai biglietti di curve che verranno messi in vendita per ITALIA – SCOZIA presidiandone la disponibilità a metà dicembre
Che ne pensate??

il nostro bel paese...

cosa ne pensate amici di questa notizia:
"La commissione Sanità del Senato ha approvato a maggioranza, con il voto favorevole di Pdl e Lega Nord e quello contrario del Pd, il documento finale dell’indagine conoscitiva sulla pillola abortiva Ru486, presentato dal presidente e relatore, Antonio Tomassini (Pdl), nel quale si chiede di fermare la procedura di immissione in commercio del farmaco in attesa di un parere tecnico del ministero della Salute circa la compatibilità tra la legge 194 e la Ru486.
"

martedì 24 novembre 2009

cari tutti vi segnalo una serata al vag 61 per venerdì 27. E' un progetto che seguo da qualche tempo ed ora abbiamo la possibilità di renderlo visibile qui a Bologna.
http://www.vag61.info/vag61/articles/art_5522.html

Ciao a presto da Piero

mercoledì 11 novembre 2009

Ipazia

Carissimi, siamo nella morsa dei Giovanardi, dei Rutelli, delle Binetti, delle Santanché, etc. Pensate che persino una storia di persecuzione di una grande matematica dell'antichità da parte dei cristiani può essere bloccata da questo gruppo di baciapile, che, poi si mettono a chiaccherare di religioni diverse da quella cristiana cattolica con argomenti che avrebbero fatto inorridire persino i crociati cristiani in pieno medioevo.
Vi sottopongo il link. Se avete voglia potete anche firmare la petizione
http://www.unita.it/news/culture/91055/ipazia_la_matematica_uccisa_dai_cristiani

martedì 3 novembre 2009

ciao tutti
come forse sapete è nato un nuovo Blog che, in qualche misura è una "Costola" dei Merliners
il blog è "Maipiùsenzaleprenne" Bike Club.
sarebbe nostra idea di compiere un gemellaggio fra i due Blog (magari attorno a una bella tavola imbandita. Tanto per non perdere un'occasione)
Attendo numerose ed entusiastiche le vostre adesioni.
Il Vostro amato presidente.

martedì 13 ottobre 2009

Aggiungiamo schifo allo schifo!!!

Oggi, nel Parlamento di questa Repubblica, un folto gruppo di deputati, su proposta dell'Udc, ha bocciato un sacrosanto provvedimento che inserisce l'aggravante delle motivazioni omofobiche negli episodi di aggressione nei confronti di gay e lesbiche.
Un altro strappo profondissimo alla convivenza civile in questo paese e una sostanziale patente di impunità per gli aggressori che nelle ultime settimane si sono resi protagonisti di attacchi e violenze contro gay (Roma, etc.).
Questa volta Paola Binetti non era a qualche cazzo di convegno della Croce Rossa, come in occasione del voto sullo scudo fiscale, ma ha voluto far pesare e motivare il suo voto, che si aggiunge a quelli di Udc, Lega e Pdl nel contrastare anche un provvedimento che era solo un atto di civiltà dovuto ed un messaggio agli intolleranti e ai razzisti di questo paese di merda.
Che terribile dimostrazione di ottusità e di intolleranza, mentre in Germania il partito più a destra nella nuova coalizione di governo ha un leader dichiaratamente gay...
D'altronde, Westervelle, pur essendo il più a destra del suo governo, è più a sinistra del 50% dei componenti del Partito Democratico....

Una sola piccola domanda. Come si può pensare di fare una qualsiasi alleanza con l'Udc? Su quali basi i potrà trovare un accordo?

sport da galeotti giocato da gentiluomini

Se a qualcuno interessa, pare ci siano ancora biglietti per Italia-Nuova Zelanda, 14 novembre Milano, Italia-Sudafrica, 21 novembre Udine e Italia-Samoa, 28 novembre Ascoli.

http://www.ticketone.it/nc_id284971_pt529_Rugby-Test-Match-2009.html?cdCustom1=NW13102009

mercoledì 7 ottobre 2009

L' OPPOSITORE MAREK

Quasi per sbaglio, un trafiletto infilato tra il lodo Alfano e la escort di turno, sono venuto a sapere della scomparsa di Marek Edelman, socialista libertario polacco ebreo. Uomo contro, indisponibile ad ogni compromesso con il potere, fino alla fine. Antinazista (fu il vicecomandante della rivolta del ghetto e unico sopravvissuto), anticomunista (fu incarcerato per avere espresso idee libertarie in tempi in cui ancora Solidarnosc non era neppure un'idea) e tenace oppositore dell'antisemitismo di ritorno dei due gemelli Kaczynski.
Non ha mai lasciato la sua Varsavia, subendo l'umiliazione e l'isolamento al posto di un comodo esilio in Occidente. Ha sbeffeggiato senza paura ogni ignobile dittatura che è passata sopra i suoi splendidi 90 anni di dissidenza. Ha bevuto litri di vodka e fumato marlboro fino alla notte di due giorni fa.
Sento il bisogno di trovargli un posto sul nostro blog.

sabato 3 ottobre 2009

OPPOSITORI

Ileana Argentin, Paola Binetti, Gino Bucchino, Angelo Capidicasa, Enzo Carra, Lucia Codurelli, Sergio D'Antoni, Stefano Esposito, Giuseppe Fioroni, Antonio Gaglione, Dario Ginefra, Gero Grassi, Oriano Giovanelli, Antonio La Forgia, Linda Lanzillotta, Marianna Madia, Margherita Mastromauro, Giovanna Melandri, Lapo Pistelli, Massimo Pompili, Fabio Porta, Giacomo Portas.

domenica 27 settembre 2009

Ario

La un po' biascicata e dotta disquisizione dell'altra sera non può terminare con generici proclami di risposte che non verranno o di approfondimenti che non germogliano. Meglio concentrarsi su ciò che è nato e scavare sotto sotto. Ario vescovo scismatico, Ario fondatore di dottrina, non religione, esoterica, Ario e Costantino, Nicea e nomi strani. Ciò che non si è stabilito l'altra sera, ricordato che il personaggio ha dato il via a una disputa infinita e densa di conseguenze enormi sulla natura di Cristo, e sulla storia del mondo che ne è seguita, è che comunque sia, fosse, sarà stata, l'uomo oggetto del contendere è stato, solo umano, no, anche sovrumano, davvero straordinario.
Ma in me il nome Ario, nel mio sapere da sussidiario o, meglio, nel mio sentire l'abbecedario, più che ad altro si accompagna a rimario. Ario chiude nomi propri, ormai fuori moda, importanti e umili insieme: Mario Dario Rosario. Cognomi attualissimi, che finiranno nei libri di storia (ultime quattro lettere, ario, in anagramma): Lario, D'Addario (una sposata, l'altra utilizzata, con linguaggio scempio e temerario, dal vanaglorioso milionario, dall'impresentabile impresario, poverissimo miliardario) . A noi che giochiamo col calcio e sul calcio, stranamente, un solo campione: Romario. Nei nomi di persona poi fa da prefisso (involontario?) a personaggi celeberrimi di grande impatto immaginario: Ariosto, Ariovisto. Ne chiude altri di seconda fila: Macario, Pecorario... Il suffisso - ario scandisce il nostro tempo, fissato nel calendario, lo sistema e forse gli dà un senso nei cuori sensibili di quelli che tengono il loro preziosissimo diario, si fa vedere in forma di chi cura il nostro gatto, ci sbattiamo davanti quando l'idraulico, a lavoro fatto, ci declama il tariffario. Qualcuno c'è nato, prima o poi ognuno ci va all'Acquario. Una volta lo si stampava in voluminosi blocchi di carta. oggi lo vediamo su Internet: è cambiato davvero il mondo, non solo per regolare l'orario. Un tempo pendeva in ogni salotto, è da parecchio che altre fonti luminose hanno sostituito il lampadario. Così come son mutati il vestiario, il vocabolario, l'onorario, la figura del commissario nel gioco letterario, le procedure all'Ufficio giudiziario.. E quante cose ancora, che ho elencato così, in modo un po' arbitrario, partendo da quell'Ario, che quando è nominato fa scuotere lo scenario.

lunedì 21 settembre 2009

Rinverdiremo?

Visto che poi il tempo passa sempre più inesorabile e la memoria con l'avanzare dei giorni si fa sempre più labile, bene ha fatto l'anonimo compilatore a richiamare uno dei capisaldi della convivenza merliniana da che esiste il blog come specchio dei nostri vizi manifesti e delle nostre saltuarie virtù. Che pur ci sono e che andrebbero dovutamente segnalate. Il concorso Buon Samaritano era stato da me lanciato agli albori del nostro pubblico apparire e, dopo un inizio col botto, in cui ci si sgomitava per elargire leccornie e tipici prodotti dei luoghi visitati dai Merliners, festeggiare sontuosamente compleanni e ricorrenze varie, ha perso a poco a poco lo smalto brillante per diventare blando riferimento a qualcosa di bello che c'è stato e che non c'è più. Non so quanto questo nobile tentativo sia in grado di rianimare i bei tempi andati. Raccolgo tutte le mie facoltà mnemoniche e, come un cieco, ricordo. Ad un certo punto di quella entusiasmante stagione e in modo del tutto sorprendente il punteggio maggiore sembrava appartenere al Toma: la mezza caciotta con la quale aprì la stagione invernale, una torta squisita per celebrare degnamente i suoi non più verdi anni, bastavano da sole a fargli guadagnare una posizione di rilievo. Il viaggio dei tre Merliners attraverso i Balcani fu occasione per rintontirsi di liquore forte e dagli effetti sinceri. Davvero speciale, di una delicatezza che ancora il palato rimpiange, la grappa portata (all'alloro?) da Alessio in giorni ormai lontani, deliziosa la "Fregoloni" e il vinello delicato omaggiati da Ditaccosempre dopo un suo soggiorno in montagna. Gesti semplici, che aiutavano a stare bene. Nella scia di questa generosità mai dovuta, spontanea e sincera mi viene in mente un dolce vecchio e gibbuto, che riposava al bancale di Damiano da qualche settimana, che il Conte volle offrire con una classe che solo lui ha e che ci fece apprezzare la muffa miracolosamente tramutatasi in crema. D'estate, poi, una sera arrivò Carlide con un'anguria che rinfrescò l'afa, le nostre gole e i nostri spiriti. Più in là nel tempo si ricorda uno spumante stappato da Pierpaolo. Di recente, come non appaludire all'ospitalità di Tonino in quella bella serata a casa sua, quelle anguille, quell'accoglierci con tutti i crismi, prima di tutti quello del cuore. Non per vanto ma per pura cronaca, si deve constatare che l'ultimo gesto degno del nome di Buon Samaritano è il biscione duro e salatissimo che il sottoscritto ha portato daValencia, nella serata in cui si dovevano assaggiare le varie specialità dei posti di vacanza dei Merliners e che non sono, ahinoi, mai arrivate. Non so se ho colpevolmente saltato qualche passaggio: chi ha da rivendicare qualcosa, mi raccomando, lo faccia notare. Non so se riusciremo a ripartire: so che a me quei momenti mancano molto.

domenica 20 settembre 2009

ecoincentivi per la bicicletta

per chi fosse interessato c'è la possibilità di risparmiare qualcosa comprando una bella bici da zingarata.
http://www.corriere.it/economia/09_settembre_14/ecoincentivi_biciclette_3d79b904-a132-11de-9cad-00144f02aabc.shtml

venerdì 18 settembre 2009

Il Conte ha sempre ragione!!!!


Carissimi, come volevasi dimostrare, gli pseudointellettuali del gruppo (mi metto io per primo) sono dei cialtroni e la vera guida che dovremmo sempre seguire, vuoi per la linea politica, vuoi per gli affari di donne è il Conte.
Aveva perfettamente ragione: Giovanni Leone era in carica come Presidente della Repubblica durante tutto il sequestro Moro, e ha concluso il suo mandato solo nel giugno del 1978.
Che il Conte accetti l'umile ammenda di uno di coloro che si sono permessi di dubitare.
D'altronde io sono uno specialista per un solo secolo ....

martedì 1 settembre 2009

UOMINI

Mi sembra un bel modo per aprire il blog nella stagione 2009/10:

Zoff e vent'anni senza Scirea
"Mi manca il suo silenzio"

Il 3 settembre 1989 un incidente stradale tolse la vita a uno dei più grandi difensori di tutti i tempo. Il ricordo dell'amico e compagno di squadra alla Juve e in nazionale: "Quell'inutile viaggio in Polonia di MAURIZIO CROSETTI

Zoff e vent'anni senza Scirea "Mi manca il suo silenzio"

Scirea con Zoff e Trapattoni


TORINO - Zoff, sono già vent'anni."Tornavamo da Verona in pullman, la Juve aveva vinto 4-1, il casellante disse che era successo qualcosa a Scirea, io risposi è impossibile, a quest'ora sarà già a casa che dorme".

Invece era morto su una strada polacca.
"Allenavo la Juve, Gaetano era il mio vice. Era andato a vedere i nostri avversari di Coppa, lui non era convinto che fosse necessario, nemmeno io lo ero, ma Boniperti aveva insistito ed era giusto così. Il destino è invisibile".

Chi era Gaetano Scirea? Cos'era?
"Un uomo. Era il suo stile. Non la forma, lo stile. Era serenità, chiarezza e pulizia. Era convincente anche quando si arrabbiava così di rado, non perdeva mai il controllo. Una persona sempre misurata e tranquilla. Diceva solo cose autentiche, ponderate".

Ricorda quando lo conobbe?
"Arrivava dall'Atalanta, un ragazzone taciturno, buonissimo. All'inizio mi sembrava troppo perfetto per essere vero: a volte i timidi appaiono meglio di quello che sono, vale anche per me. Invece era così sincero e puro, senza sovrastrutture. Aveva il pudore delle parole, così raro sempre e di più adesso, in mezzo a questo boato".

In campo, inarrivabile.
"Perché era sempre lui, era la sua continuazione. Dicono che in partita ti trasformi: fesserie, in partita sei tu e basta. E conta l'istinto, lì non esiste il freno dell'intelligenza, viene fuori il profondo. E il profondo di Scirea era Scirea".

Mai un'espulsione, eppure giocava in difesa.
"Gli bastavano la classe e la pulizia del gioco. Mai visto uno così elegante, con la testa così alta. E la purezza del tocco era purezza morale. Questi sono uomini importanti, che magari non segnano un'epoca perché non gridano. Ma quanta ricchezza".

Eravate sempre insieme: chissà che silenzi.
"Invece parlavamo tanto, anche se per capirci non c'era bisogno di dire cose. Ci assomigliavamo, però lui era incomparabilmente migliore di me: io non sono così buono, né accomodante. Dividevamo la stanza d'albergo nella Juve e in nazionale, leggevamo, giocavamo a carte, robe semplici. Tra noi c'era una goliardia da ragazzini. Gaetano non era un musone, amava gli scherzi, ci stava, anche se era così delicato".

Come visse il tumultuoso mundial '82?
"La nostra camera la chiamavano "la Svizzera", era stato Tardelli a inventare il nome perché cercava rifugio da noi nelle sue notti insonni".

Gaetano voleva fare l'allenatore: ci sarebbe riuscito?
"Sì, perché era intelligente e convincente. In campo, un leader senza bisogno di urlare e sapeva farsi seguire. Aveva carattere, si era diplomato alle magistrali giocando e studiando anche di notte. Al calcio italiano è molto mancato uno come lui: forse, per carattere non avrebbe avuto troppe prime pagine ma non sarebbe cambiato, non l'avrebbero mai cambiato. Neppure in questo ambiente, dove fa notizia solo il rumore".

Cosa accadde, dopo la vittoria di Madrid?
"Ero rimasto allo stadio più degli altri per le interviste e tornai in albergo non con le guardie del corpo, come succede oggi, ma sul furgoncino del magazziniere. Gaetano mi aspettava. Mangiammo un boccone, bevemmo un bicchiere, ci sembrava sciocco festeggiare in modo clamoroso: mica si poteva andare a ballare, sarebbe stato come sporcare il momento. Tornammo in camera e ci sdraiammo sul letto, sfiniti da troppa felicità. Però la degustammo fino all'ultima goccia, niente come lo sport sa dare gioie pazzesche che durano un attimo, e bisogna farlo durare nel cuore. Eravamo estasiati da quella gioia, inebetiti".

Cosa ricorda della sera in cui morì?
"Rientrando da Verona, eravamo andati a cena dalle parti di Ponte sull'Oglio. I cellulari non esistevano. Arrivati a Torino, il casellante ci disse quella cosa, non volevo crederci. Il pullman raggiunse lo stadio, dove avevamo lasciato le auto. Era pieno di giornalisti. Diedi un calcio fortissimo alla fiancata".

Dino Zoff, lei pensa spesso al suo amico?
"Gaetano torna sempre. Lo penso a ogni esagerazione di qualcuno, a ogni urlo senza senso. L'esasperazione dei toni mi fa sentire ancora più profondamente il vuoto della perdita. Gaetano mi manca nel caos delle parole inutili, dei valori assurdi, delle menate, in questo frastuono di cose vecchie col vestito nuovo, come canta Guccini. Mi manca tanto il suo silenzio".

martedì 28 luglio 2009

Che cavolo c'è al cimitero di Tresigallo?


Ditaccosempre è, non a caso, il nostro candidato alla presidenza del consiglio. Solo dalla sua mente raffinata e imperscrutabile sarebbe potuta venire fuori una provocazione come quella maturata sabato, nel corso della biciclettata sul Po.
Dopo Fetonte e Bacchelli, il miraggio di una rivelazione che ci attendeva al cimitero di un paesotto della bassa ferrarese (Tresigallo). Alla fine non siamo riusciti ad andare fin lì ed il nostro ha fatto aumentare l'attesa, avvolgendo il mistero in una fitta rete di allusioni, di parole dette a mezza bocca, ed infine, la sfida al povero Toma (piuttosto alticcio e sbitonfio, dopo gli eccessi culinari del sabato) di riuscire a svelare l'arcano con l'ausilio delle poche indicazioni captate.
Mai, nel pieno possesso delle mie facoltà, mi sarei infilato in un siffatto delirio, ma, quando si è in gioco bisogna giocare. D'altronde, l'impasto di curiosità e di sfida mi solleticava troppo per poter mollare prima di aver, almeno, tentato.
In primo luogo, cosa sapevo di Tresigallo? Sapevo già che era una città ricostruita da un gerarca fascista (Edmondo Rossoni) secondo le concezioni del razionalismo di quegli anni, sapevo che, almeno una delle piazze del paese ricordava le piazze di De Chirico, sapevo che, in un'altra piazza c'era una bellissima fontana con delle antilopi, rappresentanti le quattro colonie africane. In verità non ci ero mai stato, ma pensavo di riuscire a tirare fuori un po' di informazioni. Il problema non era certo questo, quanto capire cosa aveva attratto (sin dal 1997) l'attenzione di Ditaccosempre: la struttura architettonica del cimitero? qualche particolare sepoltura? una reminescenza letteraria? la scena di un film?
Vi renderete conto che non si trattava di un problema di facile soluzione, perché se una cosa era evidente, era quella che non sarebbe bastato concentrarsi sulle cose più evidenti, ma che la soluzione poteva essere in una minuzia, una curiosità.
D’altronde, come non pensare a qualche notizia passata nei testi di un buon scrittore italiano, Diego Marani, nato proprio a Tresigallo, noto per aver, tra le altre cose, inventato, un po’ per gioco, un po’ sul serio, una nuova lingua, l’Europanto, nel corso del suo lavoro di traduttore per l’Unione Europea e che ha ambientato parecchie delle sue storie proprio a Tresigallo.
Tuttavia, nonostante il buon impegno profuso nella ricerca della soluzione, potrei non averci preso. Magari la cosa che ha colpito Vito è tra quelle che vi citerò, e magari no. Però, a questo punto, è forse utile, mettere in fila quello che sono riuscito a tirare fuori.
Il cimitero di Tresigallo si trova in una posizione particolare, rispetto alla struttura urbanistica del paese, al termine di un lungo viale (Viale Corridoni) che collega, intenzionalmente, l’area industriale di Tresigallo, progettata come città autarchica ed autosufficiente, quasi a simboleggiare l’unione ed il percorso tra gli spazi della produzione e gli spazi della memoria.
Su quest’asse viario si apre anche la principale piazza del paese tonda come sono, invece diritte le strade di Tresigallo, accentuando le differenze di questo paese con gli altri paesi vicini.
Una delle prime evidenze architettoniche del cimitero è il portale a trifora (che rimanda alla lettera M) con delle belle cancellate, passaggio monumentale tra la città dei vivi e quella dei morti e che conclude il lungo viale alberato da cui si può cogliere una bella prospettiva che comprende il portale, il braciere della tomba di famiglia del gerarca Rossoni ed un’ultima cosa di cui vi parlerò in seguito.
In effetti, proprio al centro del cimitero, si trova la tomba di Rossoni e dei suoi familiari, con al centro un grosso braciere monumentale e circondata da un muro monumentale sul quale è riportato con caratteri d’epoca più volte il cognome del gerarca e da belle cancellate in ferro battuto. All’interno di questo recinto si trovano i sepolcri di alabastro dell’ex ministro e dei suoi familiari, nel numero di quattro, semplici e spogli, se si eccettuano i nomi e le date di nascita e di morte e le fotografie dei defunti. Da quanto si capisce dalle immagini un bel monumento funebre, con buone idee, che serve a sottolineare, ove vi fosse bisogno, la figura del rifondatore della città.
Come ultima evidenza monumentale, in asse con il portale e la tomba di Rossoni, si trova, sulla parete dell’ossario, un grande bassorilievo di un angelo con le braccia aperte sulle ali e con mani enormi opera dello scultore ferrarese Enzo Nenci. Visto il tutto dal portone, il braciere e l’angelo danno una bella illusione prospettica, forse costruisce un’immagine simbolica, ma non sono riuscito a trovarle un significato.
Cose molto più particolari di queste non sono riuscito a trovare, tranne il fatto che a Tresigallo è stato girato, recentemente, un film di Andrea Adriatico: “All’amore assente” che non ho ancora visto ed un documentario di Elisabetta Sgarbi (sorella di Vittorio) che si intitola “Dove il marmo diventa zucchero” dedicato proprio alle architetture di Tresigallo.
A questo punto, invito Ditacccosempre a svelare, infine l’arcano.
Comunque, da queste provocazioni c’è sempre da guadagnare, perché in questo modo mi ha fatto conoscere meglio uno scrittore (Diego Marani) che conoscevo solo per un suo bel volume “L’ultimo dei vostiachi”, la storia dell’ultimo sopravvissuto a parlare una lingua di una comunità che si stava estinguendo.
Poi, la curiosità di passare a Tresigallo e vedere, finalmente, questo stranissimo posto nel mezzo della bassa ferrarese.

lunedì 27 luglio 2009

25 luglio, una giornata da Baura (Fe)

Ciao amici, dopo la bella giornata trascorsa in quel di Ferrara e dintorni, sul grande fiume (ah Fetonte, Fetonte.......), tra una baura e una boara e una o forse più d'una birra ed infine istruttiva visita del mulino: vorrei ringraziare il grande Toni per la magnifica accoglienza che ci ha riservato. Non aggiungo altro, se non la curiosità di scoprire cosa ci potrà riservare il cimitero di Tresigallo in una prossima uscita in bicicletta.
Buona serata a tutti e mi raccomando fate a modo.
Carlo F

domenica 19 luglio 2009

BENVENUTA CHIARA

Alle 11.47 di stamattina è arrivata in 'sto casino chiamato mondo Chiara, figlia di Giacomo e Sara. I Merliners applaudono questo loro fratello e la sua compagna. Ti aspettiamo un Giovedì nel dopopartita per bagnare l'evento come si deve in questi casi.

giovedì 16 luglio 2009

BEPPE PALOMBELLI SALUTA TUTTI

Un'amica comune che lo ha visto di recente a Roma mi porta i saluti calorosi del Peppe correlati, mi assicura, da parole molto dolci e "nostalgiche" nei confronti dei Giovedì al DLF. A breve gli mando un invito al blog. A stasera.

martedì 7 luglio 2009

che palle (lo posso ben dire!)

amici, ieri bruttissima giornata per me...mi sono svegliato con un forte dolore ad un testicolo e via via nell'arco della giornata mi si è gonfiato fino a divenire doppio dell'altro con un dolore simile a come se fosse inserito in uno schiaccianoci sempre chiuso a forza. In aggiunta a ciò mi è salita una febbre a 39,5 ed a quel punto, dopo aver resistito stoicamente al lavoro alle 15.30 sono crollato e ricoverato al pronto soccorso ove, dopo vari e dolorosi esami (seppure eseguiti da giovani infermiere e dottoresse), mi hanno diagnosticato una violenta orchite. Insomma alla fine ho conservato l'apparecchiatura (meno male!) e me la caverò con qualche giorno di antibiotici e antinfiammatori. la cosa peggiore è che per questo giovedì dovrò saltare l'appuntamento più importante per precauzione, accidenti!!
Vi lascio alle facili ironie e, augurandovi davvero di cuore che non vi capiti mai quello che ho passato ieri, vi rimando al giovedì successivo.

martedì 23 giugno 2009

Minzolini dixit

del 29 ottobre 1994. Per chi volesse leggere l’integrale, con altre parole di saggezza, cliccare qui, è un pezzo di… Repubblica.
“Le smentite a ripetizione rivelano solo che abbiamo una classe politica nuova che non ha ancora assimilato il fatto che un politico è un uomo pubblico in ogni momento della sua giornata e che deve comportarsi e parlare come tale. […] Quattro anni fa, e cioè in tempi non sospetti, scrissi che la nomina di Giampaolo Sodano alla Rai nasceva dai salotti di Gbr, la televisione di Anja Pieroni. Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure ad andarsene. Non è stato un buon servizio per il paese il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia. Di Anja Pieroni sapevamo tutto da sempre e non era solo un personaggio della vita intima di Craxi. La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico”

Dopo lo sciagurato editoriale del direttore del tg1 Minzolini, trasmesso ieri sera, come al solito, il nostro grande Pep ha cavato fuori la chicca. Può essere utile che il vostro umile copista ve la sottoponga come promemoria.

lunedì 22 giugno 2009

Scusatemi ragazzi, ma sento l'esigenza di linkare questo articolo di Concita De Gregorio, che dice alcune cose molto condivisibili su questo paese ormai senza molte speranze.
http://concita.blog.unita.it//Una_trovata_di_regime_483.shtml

giovedì 18 giugno 2009

riporcaputt...il ginocchio a volte marcia altre un pò meno ma stringendo i denti qualche spunto di buon calcio dovrei ancora riuscire a concederlo. Riporcaputt perché proprio oggi ho una cena programmata da tempo con amici e me ne ero scordato, insomma il mio pensiero continua ad essere proiettato ai merliners, spero che tra non molto io mi possa materializzare. un saluto

lunedì 15 giugno 2009

Demetrio

il 13 giugno sono trent'anni dalla morte di Demetrio Stratos. Forse, la nostra è l'ultima generazione cui questo nome dice qualcosa; noi possiamo ancora ricordare un momento nel quale la musica italiana era una delle più avanzate del mondo.
Lancio una provocazione ai Merliners: sarebbe bellissimo andare il 25 agosto prossimo a Siena per andare a seguire una delle più belle reunion degli ultimi anni.
http://www.unita.it/news/musica/85582/la_musica_ricorda_demetrio_stratos

mercoledì 10 giugno 2009

porca putt. ora che il mio ginocchio cominciava a rispondere bene alla cura di sincera solidarietà espressa da alcuni cari merliners mi tocca restare a casa per accogliere cognata con relativo marito. Alla prossima e spero di poter contrastare i due zuiadôrs dal Friûl.

Un saluto e a presto

domenica 7 giugno 2009

la vecchiaia è una carogna

Come diceva Napoleone (che poi sarebbe il nome di mio padre) "la vecchiaia è una carogna", ebbene tanti anni fa ridevo nel sentire questo detto, ora ne provo sulla mia pelle la verità di quelle parole.
Il mio ginocchio destro continua a tormentarmi, era quello buono ma ora credo che non ne abbia più per nessuno, la sua cartilagine è ridotta e l'osteoartrosi avanza. Spero che il prossimo giovedì possa essere di nuovo in campo, naturalmente con tutti i tutori che il caso richiede.

Ciao a tutti

sabato 6 giugno 2009

Trattoria Ravintola al DLF

da sabato 6 giugno apre
LA TRATTORIA RAVINTOLA dentro al parco del DFL

dal 6 giugno al 15 settembre
aperti a pranzo e a cena


e ogni sera Ravintola presenta

IL TEATRO PIÚ PICCOLO DEL MONDO
con
AZIONI TEATRALI
PROIEZIONI INTIME
CONCERTI ACUSTIVI
ARTE IN MOSTRA

Eventi, musica, danze, teatro, mostre e performance dalle 19.00.

In consolle:
Dj Mingo
(Radio Città Fujiko)
DJ Morra
(Radio Città del Capo)
I Balcanici

Il Giovedì serata a cura di Z.I.A. (zona interazione artistica)
con cucina vegetariana e multietnica con concerti a tema

Ogni Venerdì il TANGO e cena di pesce

giovedì 4 giugno 2009

ciao a tutti. sono adriano. sono anch’io un blogger finalmente. qualcuno dei vecchi del dopolavoro si ricorderà di me. molti non mi conosceranno proprio. comunque un saluto a tutti da Napoli, particolare al Presidente. anche qui, istintivamente, mi è capitato di affittare un campo di calcetto a nome Merlino.
Che votate alle europee?
Per allietarvi vi mando un estratto di un articolo di Erri De Luca che mi mandò il Coce un pò di anni fa e che è sempre bellissimo e attuale (l’articolo, non il Coce):
“Ci siete riusciti. Non a regolare i flussi migratori, anche se non vi èmancata la buona volontà di nuocere. Siete riusciti a incanaglire il nostropaese, con la fabbrica di campi d'infamia reclusoria. Avete sfigurato ilcarattere del nostro paese. Siamo terra inzuppata in mezzo ai mari, spinadorsale del Mediterraneo, giuntura tra nord e sud, perciò siamo statiattraversati da popoli, eserciti, civiltà. Siamo stati ospitali per amore eper forza. Ora contro l'umanità del mondo che si sposta a milioni risalendoi paralleli, riversandosi da oriente, volete mettere alla sagoma Italia unpreservativo di sbarre e fili spinati. Volete mettere un cancello allastoria e alla geografia. Se guardate un poco oltre il vostro delirio dicontenimento, vedrete che nel giro di un paio di generazioni saremo meticci.State fermando l'acqua con i cesti. Anche se dividerete la popolazione indetenuti e secondini, e questo sarà il nuovo milioni di posti di lavoro,passeranno lo stesso. Passerà su di noi e sulle nostre meschine barrierel'onda di piena del nuovo mondo e ci rigirerà come un cucchiaio. Il nostrobianco leggero come la meringa sbiadirà e finirà nell'archivio della specie.Saremo globali nel modo migliore, per incroci e innesti. E il risultato delvostro affannare intorno a serrature e catenacci sarà che tutti noi faremoschifo agli occhi e alla memoria dei nipotini posteri, colorati comel'arcobaleno.”

NON INSEGNATE AI BAMBINI

"Non insegnate ai bambini.... Non esaltate il talento che è sempre più spento, non li avviate al bel canto, al teatro alla danza ..." (Gaber) e neppure alla pallavolo, agli scout, a scuola, alla chitarra e al flauto... (Coce)
così eviterete risvegli come il mio di oggi quando le bimbe davanti ad una buona colazione mi hanno detto: "PAPI (Papi!?), ti ricordi che stasera alle ore 20.30 (20.30!?) c'è il nostro saggio musicale di fine anno?" E rispondere con un sorriso a mezza bocca: "Certo care bambine, certo che PAPI (Papi!?) se lo ricorda."
Buona partita.

mercoledì 3 giugno 2009

Defezione per infortunio

Cari Merliners, purtroppo devo annunciare la mia assenza per domani: mi sono distorto la caviglia sinistra giocando a pallavolo. Inoltre mi toccherà di passare la mano anche per la biciclettata, boia d'un mond leder porco nenni maiale....comunque così va.
Un abbraccio a tutti e a presto
Carlo F

martedì 2 giugno 2009

Nuova gestione bar DLF


Ancora non è stato pubblicato un commento per la nuova gestione del bar del DLF.
Non vorrei essere troppo radicale, ma Damiano un po' lo rimpiango!
Lui e le sue vere birre medie!

mercoledì 27 maggio 2009

"Mantua me genuit", Bonimba tour 5-7 giugno 2009


Carissimi, il vostro tour operator è in azione in vista della possible uscita ciclistica dei Merliners nella zona Po-Mincio.
In effetti, come vi avevo detto, sono entrambe realizzabili le possibilità che vi avevo prospettato.
Da una parte, infatti, sono numerose le possibilità di navigazione del Mincio (una delle quali arriva, persino fino a Ferrara), con la possibilità di caricare le biciclette a bordo. Dai link che vi allego è possibile anche avere info sulle tariffe.

http://www.fiumemincio.it/home.htm
http://www.motonaviandes.it/it/index-fluviali.php
http://www.mantovainforma.com/motonavi.htm

Mi sembra, però, che per sfruttare questa opportunità dovremo prenotare un po' di tempo prima.
Come avrete modo di vedere ci ono anche delle proposte di sistemazione in agriturismi o simili.

D'altro canto, non è necessario tornare in bicicletta a Ferrara, ma potremmo fare una bella deviazione verso Gualtieri e Guastalla, in Provincia di Reggio Emilia.
In effetti, c'è la possibilità di utilizzare i treni delle Ferrovie dell'Emilia Romagna, che da Guastalla vanno a Suzzara e poi a Ferrara. Mi sono informato, e, in effetti, ammettono le biciclette a bordo.
Se volete dare un'occhiata potete consultare:

http://www.fer-online.it/

Ne possiamo parlare senz'altro domani sera.
P.s. Non mi lasciate a zero come per l'altro post....
P.p.s. Attendo sempre un post con le 10 domande da fare a Luca Magno sul suo accesso all'area Vip sulla salita di San Luca, con pass "Visitor". Vedremo se, come il nanetto, anche Luca ci farà rispondere da Belpietro....

martedì 19 maggio 2009

Giro 2009 - Arrivo a San Luca


Carissimi, come ci siamo detti giovedì scorso, sabato pomeriggio il Giro d'Italia arriva a Bologna.

Vi mando il link alla tappa, con tutte le informazioni sul percorso. Si accettano adesioni alla partecipazione attiva dei Merliners alla tappa.


Ci sarebbe da scegliere se piazzarsi ad attendere l'arrivo sulla salita di San Luca o anticipare su una delle erte che precedono il colle della guardia.

Al povero sottoscritto piacerebbe anche arrivare sulla salita prescelta in bicicletta, ma con questa mano...

Potrei tentare il numero che fece Fiorenzo Magni proprio sulla salita di San Luca nel 1956....


Comunque, se qualcuno ha voglia di organizzare qualcosa, tipo una grigliata al Talon e poi andare a vedere l'arrivo a San Luca, si potrebbe anche fare.

giovedì 14 maggio 2009

Infortunio


"Lussazione traumatica chiusa di dito della mano dx", 15 giorni di benda rigida e stecca.
Mi sa che, per un po' (un mesetto almeno), carissimi, il vostro Toma non incrementerà la statistica dei gol subiti.

sabato 9 maggio 2009

....quando i merliners di giovedì.....

Ed ecco a voi il primo cortometraggio dei merliners......
Buona visione a tutti!

martedì 28 aprile 2009

festa dei lavoratori?

che si dice in merito a fare una grigliata o comunque un raduno enogastronomico (allargato a famiglie) per domenica 3 maggio? Inizialmente si era pensato al 1° maggio ma poichè alcuni hanno già altri impegni in quella data, si propone di slittare a domenica.
si attendono adesioni entusiaste e numerose! (sennò vi bacchetto, lo sapete....)

sabato 25 aprile 2009

Buon 25 Aprile

anche il 2009 vede un 25 Aprile spogliato dalla memoria di chi ha combattuto per quella libertà e dignità di cui oggi vorrei godere e ispirarmi. Anche quest'anno vediamo gli ennesimi tentativi di avvicinare i repubblichini ai partigiani con la scusa che anche i Fascisti hanno compiuto atti di eroismo. Ma si dovrebbe ricordare con sempre maggiore forza che da una parte c'era chi, i giovani di Salò, combatteva a favore di una dittatura e dall'altra chi, le formazioni partigiane, avevano scelto di essere di parte, cioè dalla parte della libertà, della democrazia, della giustizia, dei diritti delle persone.

buon 25 aprile a tutti i merliners

giovedì 23 aprile 2009

ma io sarò con voi, amici!

dal Il Secolo XIX di oggi:

L’armata è in marcia. In direzione Milano, stadio Meazza. Almeno quindicimila sostenitori. Pullman, auto, treno. Un esodo che oltre a rappresentare il record assoluto dell’era Garrone, entrerà di diritto nello “storico” della tifoseria sampdoriana. Un esodo che riporta ad altri tempi. Un esodo che verrà ricordato per tutti i tempi futuri.

E naturalmente in bocca al lupo agli amici interisti e che vinca il migliore!

domenica 19 aprile 2009

La sig.ra Valeria

Ebbene si è successo, c'ero andato intorno qualche altra volta a questo tipo di decisione, ma così, senza portare a termine il progetto, solo nei pensieri ...
Se ne parlava e soprattutto "Se ne riparlerà", chiacchiere.

Il contatto mi arriva dalla Stefi, (magari una volta le riserverò un capitolo a parte, alla Stefi intendo), mi dà il numero la chiamo e prendo accordi, ci vedremo a casa mia sabato mattina alle 10.30, mi dice che per lei è comodo il "20", io con insolita ed intorpidita favella non trovo di meglio da sbonfonchiare che la seguente cazzata " Il posto è piccolo e tanto io non ho mogli e non ho figli..".
Non ho mogli e non ho figli ? Ma che frase è ? Mah mi pensavo di essere forse il fratello del sultano Chen Azir Ben Pascià..
Comunque.
Creato sufficiente curiosità? Vero?
Ore 10.30 Sabato mattina la sig.ra Valeria appare, imponente "sdaura", capelli corti e ramati di parrucchiera, occhi chiari di corporatura più che robusta, saluti di rito, saliamo le scale; riporto i seguenti stralci di conversazione:

Io " Ci sono molte scale, respiri, sono 74 gradini"
Sig.ra Valeria " Tanto una volta che sono venuta mica c'è da fare avanti e indietro", e già c'è da ridere, sotto mi viene a pelle di daino, quella roba da togliere l'umido in macchina.
Le mostro la tana del lupo, "tanto io le facevo anche ad un signore, che le stiravo anche le camicie, ma poi ha trovato una sua donna; ora al mattino sono impegnata che le bado con una nonna, sa ho bisogno di lavorare".
Riesco a profferire quacosa di meglio che al telefono " A me basta che mi dia una pulita per terra, e poi se mi aiuta a tenere in ordine l'armadio, il posto è piccolo, le lavatrici le faccio da me"

"Ah guardi so che non tutti hanno piacere che si mettano le mani, ma le posso fare come se le facessi per mio figlio.."
Commozione.
Insomma due ore alla settimana: 20 € che possono aumentare, (preoccupazione).
Ci salutiamo si inizia il prossimo mercoledì alle 15 meno un quarto.

Il tempo mi ha cambiato, io, seppur nobile compagno incline alla monarchia, avevo sempre ritenuto quasi immorale o quanto meno imbarazzante di potere ordinare ad un'altra persona di pulire il mio "sporco", ho ceduto al piacere, borghese, che si assapora nel rientrare in una abitazione ordinata e profumata di pulito, senza aver sudato.

La morale, la morale non serve, il tempo oltre che cambiarmi è anche trascorso, faccio molte cose, lavoro molto .. troppo, alla sera sono a pezzi, ma ho sempre la forza di "racimolarmi", mi sono concesso appunto un aiuto : la sig.ra Valeria; un armadio come se lo facesse per il figlio, avverso miseri 20 euri.
Perdona o Dio le mie nefandezze che provo a far salvo il mio pudore.

Domenica mattina 19 aprile 2009, Bologna centro, imperversa la Pasqua Coopta di rito Egiziano, vanno via di tamburo canti e processione, la cosa è seria e comunque ora c'è la sig.ra Valeria.

Il Conte

giovedì 9 aprile 2009

ZERO

Brera lo reputava il risultato perfetto: l’apoteosi dell’equilibrio, della generosità pedatoria dimostrata dalle due squadre volta allo zenith e che non può in nessun modo tradursi in una cifra che alteri la rotonda equidistanza del numero che nega i numeri, lo zero, in doppia cifra. Più ad oriente, l’imperatore di una qualche dinastia narrava che il combattimento più sbaloriditivo al quale avesse mai assistito fu quello in cui i due sommi maestri dell’arte dell’aikido gli offrirono lo spettacolo senza pari di rimanere completamente immobili: nessuno, zero, movimenti a tradurre la massima, estrema tensione che i due corpi sprigionavano. Nella lingua d’uso poi, l’oblungo segno che riproduce il cerchio, altra metafora dell’assoluto, lo troviamo in due declinazioni: in una negativa, ma ormai non più usata, sei uno zero a intendere una nullità, un incapace totale e in un’altra, ben più frequente, che piega l’a – numero a strumento di felicità: tasso zero, zero interessi e in genere davanti a parole preoccupanti che il non- numero cancella: problemi, paure, difficoltà. E’ protagonista poi di tutta una serie di espressioni ad effetto forte, sostenuto. Zero in condotta, a indicare la trasgressione necessaria, il non soccombere alla morale imperante intesa come abietta, falsa, ipocrita: così si carica il grafema della forza esplosiva, rivoluzionaria, in esso contenuta. La scelta di tradurre il numero in parola o nome d’arte da parte del più trasgressivo dei cantautori italiani, in anni così vivaci anche linguisticamente, credo vada proprio in questo senso a trovare una spiegazione. Anno zero, poi: l’inizio del Tutto, o il ri-inizio, dopo la liberazione, da tutto quello che non si voleva. Suono che colpisce, che raschia, che allude a una catastrofe e a una ripartenza (Ground Zero). Il numero a cui lasciare gli avversari, il riferimento per il quale ci si deve coprire e quanto (parecchio, per i cosacchi dello zar a quaranta sotto….), la temperatura grazie alla quale si forma la neve. Insomma, comincia a piacermi, da ora in poi lo voglio leggere come volano, vettore, creatore. E infine, non dimentichiamolo, è il numero di quella casa senza soffitto, senza cucina, dove tutto sommato si può stare piuttosto bene.

venerdì 3 aprile 2009

Epica

Giusto per rendere il giusto omaggio a una serata epica, in tutti i sensi. Già si annunciava, straordinaria: il numero più alto da sempre di Merliners scesi in campo: diciassette, dieci in più che nei tempi bui, in quelli buissimi anche undici. Record dei record, ineguagliabile (e speriamolo, del resto, visto che ci si calpestava un po' i piedi) e divertiti comunque, vittoria di misura anche se sofferta della squadra di Alessandro, nonostante la forma smagliante del padre. Che delizia gli occhi con goal capolavoro che Toma non può davvero impedire, anche lui protagonista di parate spettacolose. Bernardoni che rispolvera il suo daimon e aggredisce Shaab con una virulenza che manco Gentilini. Indimenticabile la scena, lo sgomento dell'uomo con la barba bianca davanti alla perdita totale della trebisonda del nostro capitano. E meravigliosa l'immagine, dei due accanto, da Jari, a ridere forte su quello che era successo. La comparsa di Pino, mitologica creatura, e le sue battute di non sempre facile comprensione, ma che fanno allegria. E poi la tavolata, bella, con le parole a voce alta che urtano un po' l'udito sensibile del conte e che si mescolano come un
fiume in piena, vita che scorre, piacere di stare insieme. Progetti, ricordi, considerare che a godere non ci vuole poi tanto. Lunga vita al Merlino Football Club.

(Esco adesso dalla vena un po' retorica e reclamo ad alta voce le mie scarpe, che qualcuno di voi si è messo, spero involontariamente, in borsa: alla ripresa le rivoglio)

giovedì 2 aprile 2009

SULLA DIGNITA'

"Se andassi a Bruxelles, potreste dire che sono un ciarlatano."

Sergio Cofferati ad un giornalista nel momento dell'annuncio che non si sarebbe ricandidato a Sindaco di Bologna per stare vicino alla famiglia.

mercoledì 1 aprile 2009

IL TRAP

Intristito dalla noia rivoltante della partita mi rivolgo al blog per comunicare al mondo, a questo mondo, il mio disagio TV-esistenziale. Lo so, certo che lo so,  le partite della nazionale italiana (togli mondiali ed europei) sono inguardabili, un monumento all'anticalcio, eppure... Eppure la curiosità di vedere il Trap dall'altra parte mi ha suggerito che forse stavolta ne valeva la pena. Sbagliavo. Un'Italia senza senso e consistenza, unita all'imbarazzante pochezza degli avversari, et voilà, l'orrore. Meglio scrivere sul blog. Per dire cosa? Due uomini di fronte: uno socialista, laico, firmatario di tutti gli appelli pro testamento biologico, pro Pacs ecc., l'altro cattolico tradizionalista, l'acqua santa sparsa davanti ai piedi, a 70 anni in giro per l'Europa a predicare un calcio rozzo e conservatore. Eppure... eppure io sto con il secondo. E forse è proprio qui che sta la complessità del mio sentire: delle volte le passioni uniscono più delle idee.

martedì 31 marzo 2009

un silenzio assordante

Amici, le nuove idee per il futuro prossimo sono sempre da me ben accolte e degne di approfondimento e aprto confronto...e capisco anche che l'attenzione che il carisma del Ditaccosempre riesce ad ottenere in voi è da sempre superiore al mio....però...chceccazzo...pensiamo anche al presente!!! che qualcuno si fosse degnato di farmi avere la sua adesione alla paella di giovedì o anche solo un "no grazie" perchè potessi sapere se prenotare o meno!!! evidentemente non frega niente a nessuno, quindi, amareggiato ed offeso, mando tutto in malora e per quanto mi concerne non me ne occupo più....mi farete sapere dove andare giovedì sera ed io seguirò la corrente.

venerdì 27 marzo 2009

DAMIANO

Shabbotto stamane mi ha detto che ieri è stato l'ultimo giorno di Damiano al DLF. Vi supplico, qualcuno mi dica che non è vero!!!

mercoledì 25 marzo 2009

paella por merliners

amici, reduce da due giorni nel sud della Polonia, trascorsi in alternanza tra tormente di neve e grandine di giorno e rilassanti saune e massaggi la sera, appena toccato terra all'aeroporto Marconi un solo pensiero mi ha assalito: vamos a comer paella!
io domani serà non sarò dei vostri...pertanto raccogliete le adesioni alla paella pre-pasquale che alcuni para-statali, para-ssiti (para-culi?) inclini alle ferie anticipate ci costringono ad organizzare già per il prossimo giovedì 2 aprile.
adios companeros

martedì 24 marzo 2009

Tutti nominano la famigerata classifica del buon samaritano, si usa oggi come sinonimo di persona caritatevole (come recita il dizionario della lingua italiana), ma nessuno comincia a stilare l'elenco delle buone azioni e dei loro autori. Ultimamente ho potuto assistere, per piacer mio e del mio palato, ad una amichevole sfida tra Toma e ditaccosempre che ci hanno deliziato con prodotti enogastronomici squisiti e a tutti e due avevo dato buoni voti forse un leggero vantaggio per ditaccosempre per quel profumatissimo vinello. Lo scorso giovedì però il buon magno mi ha fatto dono di una ginocchiera che mi permetterà di essere dei vostri per i prossimi vent'anni. Io metto in vetta alla classifica questo buon uomo che comprende i dolori profondi che ci devastano al solo pensiero di dover appendere le scarpette al chiodo.
Grazie Magno (benedetto sia il tuo nome)
L'ode dell'inverno

Vides ut alta stet nive candidum
Soracte, nec iam sustineant onus
Silvae laborantes geluque
Flumina constiterint acuto.
Dissolve frigus ligna super foco
Large reponens atque benignius
Deprome quadrimum Sabina,
O Thaliarche, merum diota.
Permitte divis cetera, qui simul
Stravere ventos aequore fervido
Deproeliantes, nec cupressi
Nec veteres agitantur orni.
Quid sit futurum cras, fuge quaerere et
Quem fors dierum cumque dabit, lucro
Adpone, nec dulces amores
Sperne puer neque tu choreas,
Donec virenti canities abest
Morosa. Nunc et campus et areae
Lenesque sub noctem susurri
Composita repetantur hora;
Nunc et latentis proditor intimo
Gratus puellae risus ab angulo
Pignusque dereptum lacertis
Aut digito male pertinaci

Vedi come candido di alta neve si innalza il monte Soratte e come i boschi non ne sostengano il peso e i fiumi che sono come paralizzati per il gelo acuto. Sciogli il freddo depositando in abbondanza legna sopra il fuoco e caccialo fuori, o Taliarco, con la generosità più assoluta, il vino lasciato invecchiare quattro anni, dall'anfora sabina. Il resto lascialo agli dèi, che hanno appena combattuto sul mare spumeggiante, e adesso né i cipressi né i vecchi frassini selvatici sembrano accorgersene. Cosa avverrà domani evita di chiedertelo e qualunque giorno la sorte ti darà consumalo con profitto, e non trascurare, ora che sei ragazzo, i piaceri dell'amore né le danze che si fanno in coro, fino a quando la vecchiaia che rincoglionisce sarà lontana da te che sei nel fiore della giovinezza. Ora si torni, all'ora fissata, al Campo Marzio e alle piazze e ai dolci sussurri al calar della notte; ora è il momento che dall'angolo più riposto si sente il riso che non si può trattenere e che rivela la fanciulla nascosta , il tempo del pegno strappato al braccio o al dito che finge di resistere

mercoledì 18 marzo 2009

Fenomenologia di un pezzo di gnocca

(Raccogliendo l'invito a parlar d'altro, posto un po' vergognoso ed incurante delle conseguenze, ma quando ce vò, ce vò)

Sublime sapendo di esserlo, irrompe tutte le domeniche nelle case degli italiani con voce stridula e melliflua insieme. Passa come un uragano e sono tipicamente italiche le reazioni che la accolgono, nel senso della finzione, della falsa indifferenza, del tacere un'evidenza, doti innate e secolari che l'anima latina maschile sfodera davanti alla bellezza femminile. D'altra parte cosa fare? Quand'anche non ci fossero vicino mogli, suocere, figli, nipoti, bisnipoti, nei casi nemmeno così rari in cui l'uomo (e vorrei vedere un finlandese, poi) è da solo di fronte allo schermo, che cosa dovrebbe egli fare? Cosa pensare? Lei comunque tutto questo sembra saperlo molto bene, anche lei latina, lei donna senza altre attribuzioni, o se proprio si vuole, donna delle donne. Qualcuno d'altronde lo dovrà pur fare, lo sporco lavoro, penserà... Qualsiasi cosa passi per quella mente inafferrabile, femminea e perciò insondabile, noi ben sappiamo cosa ci passa davanti agli occhi: tacchi a spillo che la ergono a statua irraggiungibile, scollature che turbano profondamente, ammiccamenti mozzafiato e ingenui, sorrisi provocanti e innocui. Quella faccia e quell'espressione da bambina, così adatta, così opportuna, così telegenica è in realtà, come ogni maschio sa benissimo, la pista di lancio di ogni pensiero più turpe. Il canale che separa i suoi seni, tracciato quasi con il lapis, vale molto di più di qualsiasi visione integrale di donna che voglia mostrarsi. Lei si mostra attaverso il celato. Noi cerchiamo di celare l'impulso, faticando a riuscirci. Sbalordiamo infatti di fronte al tanto, alla prorompenza, alla pienezza di quel corpo. Di quelle spalle, da cui hanno origine i seni mirabolanti. Qualunque sia l'abito che li raccoglie, e che sapientamente muta tutte le settimane, seguendo un copione fantasmagorico nei colori, nei generi, nelle scollature (e come fa e farebbe ogni donna al posto suo), qualunque sia la forma e il tessuto di ciò che ha scelto di far reggere, le boccie appaiono sempre diverse, capaci delle modulazioni figurative e delle armonie carnali più disparate. Più che collegate al collo, esplodono dal torace, dolci colline dopo la creazione, vertiginoso e insieme morbido digradare verso la
pianura.
E' anche intelligente, una Giunone con la testa di Atena, e questo intriga o fa perdere la bussola. Non teme nessuno, e questo intimorisce ed eccita insieme. Calcola, questo è evidente. Lo sdoppiamento di comunicativa, daltronde, ne è una chiara dimostrazione: tanto è allusiva parlando di calcio, così è contenuta nel programma di attualità. Si osservino, se non si ha tempo o voglia da dedicare in più, i vestiti, il primo dei canali della comunicazione: castigati in uno studio, discinti in un altro. E' il contesto, si dirà, è la forma che così obbliga. Certamente, ma qui stiamo a fare ( per quel che si può) analisi di un protagonista dell'immaginario e se ne rintracciano i
segni. Ogni situazione richiede un portamento, un'espressione, una movenza. Fa bene a far così, merita che i suoi calcoli vadano a buon fine. Noi poi la guarderemo anche da vecchia, a parlare di quello che vorrà, coi segni della vita sulla faccia e le tette un po' cadenti..
Ma per rientrare nei ranghi e concludere riallacciando il filo che avvince la merlinità un po' sbavosa, diremo che l'Ilaria che guardiamo con più interesse è quella del contenitore più basso, più popolare, più intonato alle nostre corde. Quella con le spalle nude e luccicanti e non quella con le sciarpe al collo. Di lei e con lei e da lei guidati possiamo soltanto immaginare, commentare, ridere anche.

martedì 17 marzo 2009

Roma o Orte

venerdì 13 marzo 2009

DISINTOSSICAZIONE.....

Ieri sera ero al mio corso in piscina...arrivo sempre un pò prima e quindi ho tutto lo spogliotaio per me..Silenzio..
pace....
finito il corso la situazione è molto diversa, ogni angolo è occupato e il vociare inarrestabile.
Ma questo sarebbe niente se non fosse che l'unico (sottolineo l'unico) argomento di conversazione è il calcio, i calciatori, le squadre.
Ho avuto, dopo pochi istanti, una eruzione cutanea aggravata da allucinazioni aggressive in cui mi immaginavo di avere un mitra tra le mani e bucare senza pietà quei corpi inutili.

BASTA....

propongo una pausa di riflessione!!!
Perchè noi maschietti ci siamo ridotti così?
perchè abbiamo permesso che ci facessero questo lavaggio del cervello?
perchè non riusciamo a conversare di altro che di politica (questa politica) e di calcio?
davvero non abbiamo altro da dire?
non so forse è giusto così, ma io confesso che mi sono rotto i maroni.
ATTENZIONE! APPELLO URGENTE!!! NON E’ UNO SCHERZO!

Stanotte, mentre gli ultimi Merliners noncuranti della frescura notturna, seguivano all’aperto, silenziosi e sedotti, le lezioni di “macro economia del terzo millennio” del Prof. Conte, a pochi chilometri di distanza accadeva l’inenarrabile. Una volta rientrato a casa Ditaccosempre si scagliava con una furia incontenibile verso il suo piccolo secondogenito. Questi, nettamente più agile di lui, per fortuna riusciva a scappare di casa. I vicini, accorsi in seguito alle urla sguaiate del nostro bomber, hanno immediatamente chiamato le forze dell’ordine e il più vicino Centro di Salute Mentale. Messo in salvo il bimbo, gli agenti hanno fatto irruzione in casa trovando Ditaccosempre in mutande che urlava come un pazzo “Non ti riconosco più!!!! Tu non sei mio figlio!!!” Le condizioni del soggetto erano tali che ci sono voluti cinque agenti e due ore per ricondurlo (si fa per dire) alla ragione tramite un megasedativo. Lo psichiatra che l’ha visitato per primo ha steso una diagnosi provvisoria: i disturbi rintracciati nella mente di Ditaccosempre sono stati la schizofrenia, il disturbo schizoaffettivo, il disturbo bipolare, il disturbo ossessivo-compulsivo, l’autismo, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, il disturbo di personalità borderline, anoressia e bulimia nervose insieme (unico caso al mondo!), stress post trauma e Sindrome di Tourette. Immediatamente è stata prescritta la seguente cura giornaliera:
mezzo litro di Lexotan, 126 gocce di Roipnol, mezza farmacia di Depakin, due litri di Serenase e 78 gocce di Risperdal. Il tutto seguendo una dieta rigida a base di valeriana e fiori di Bach.
Cari Merliner visto l’esosità dei costi delle medicine necessarie, si richiede una prova straordinaria di buon samaritanato: facciamo colletta per curare Ditaccosempre!!!


P.S. Pare che, a detta di alcuni testimoni rintracciati al bar del DLF, la causa scatenante di tale delirio sia stata una frase, apparentemente innocua, detta dal secondogenito all’interno del locale qualche ora prima: “Babbo, Kocijancic è più forte di te”.

Miro e Visentini

Onori e peana al Coce che ha ricordato una grande pagina di ciclismo.
Il 25 maggio 1978 Wladimiro Panizza vince la 17° tappa del Giro d'Italia, la Cavalese-Monte Bondone, con un minuto di vantaggio su Roberto Visentini, entrambi in maglia Vibor.
Terzo arriva il grande vecchi Felice Gimondi a un minuto e tre secondi.
La maglia rosa è vestita dal belga Johann De Muynck, che vincerà quel giro d'Italia.
Quindici giorni prima (il 9 maggio) in via Caetani viene ritrovato il corpo di Aldo Moro.
In quei giorni, probabilmente, sia Coce che il sottoscritto ci stavamo preparando ai Mondiali di Argentina, che sarebbero cominciati il primo giugno, sia, con molto minor fervore, all'esame di terza media...
Il 25 maggio 1978, tra l'altro, l'Italia di Bearzot gioca la sua ultima amichevole prima del Mondiale con il Deportivo Italiano (squadra della Serie B argentina).
E' in quella occasione che Bearzot decide far giocare Cabrini e Paolo Rossi al posto di Maldera e di Ciccio Graziani.

mercoledì 11 marzo 2009

E' fatta!!!!

“I Proprietari del capitale incoraggeranno la classe operaia a comprare sempre di più merci e sempre più costose, (gli edifici e la tecnologia). Spingendo nel frattempo gli operai, con questo, a chiedere sempre più crediti, e finanziamenti sempre più grandi, finche non potendo pagare saranno insolventi verso di questi. L’insolvenza dei prestiti fatti dalle banche porteranno al fallimento delle banche, che saranno nazionalizzate dallo stato, e tutto questo alle fine condurrà al comunismo”.
Karl Marx (1867)
in perfetto orario di lavoro mi appresto a "postare"
Siccome sono un presidente democratico chiedo, ai fruitori di questo illustre Blog di aprire una sezione di bloggher Bikers o per meglio dire _ una appendice che si occupi delle attività Ciclistiche dei Merliners _
nel caso questa proposta sia approvata dall'assemblea, sarebbe necessario invitare il mitico Merliner Giampiero Di Cintio ( se non è gia stato fatto).
grazie per la Vs Attenzione
con referenza Vi Saluto

martedì 10 marzo 2009

giovedì non ci sarò

Cari tutti
questo giovedì sarò assente (è il compleanno di mia moglie e come sapete io sono un uomo d'altri tempi, fedele e legato alle tradizioni). La mia assenza permetterà a ditaccosempre di sguazzare nell'area di rigore avversaria e fare le sue memorabili giocate che spesso la mia presenza in campo gliele ha impedito. Peccato perchè da tempo non siamo in squadra insieme e per me è ormai una bella sfida settimanale.
Comunque cari tutti giovedì scorso ho assaggiato un ottimo e profumatissimo moscato offerto da Vito,inoltre devo dire che quella specie di sbrisolona alpina era buonissima. Grande il gesto di Carlo Poda arrivato alle 20.08 (da lui sottolineato) per dare al nostro miglior barman la squisita torta (semifredda) e il buon prosecco da mettere in frigo.
Io dò un bel trenta a testa (do i voti in trentesimi, è una mia scelta ma capirete subito che ho dato il massimo per premiare chi si sta prodigando per muovere la classifica del buon Samaritano).

Un saluto a tutti e benvenuto tra noi signor conte

lunedì 9 marzo 2009

Cari Compagni ..monarchici

Eccomi qua..
Causa molteplici errori (miei) l'accesso al blog è stato durissimo, ed all' ennesimo tentativo.. quando ormai disperavo.. ce l'ho fatta.
Che dire ora che son dentro ?
Non so, sotto questo profilo, di condivisione comunitaria di idee e pensieri in libertà, ammetto che devo crescere, per oggi mi sembra un bel risultato esserci.
Emulando la nota poetica del Koce, me ne concedo anch'io una, affidandomi ad un classico, un pò più diretto

" All'ombra dei cipressi o dentro l'urne
è forse il sonno della morte men duro?" (foscolo)

Nelle più completa assenza di prospettive,
Un caro saluto a voi tutti

domenica 8 marzo 2009

SILENZIO

La realtà dell’altro non è in ciò che ti rivela, ma in quel che non può rivelarti. Perciò, se vuoi capirlo, non ascoltare le parole che dice, ma quelle che non dice.

Kahlil Gibran

mercoledì 4 marzo 2009

Causa arrivo di amici che abitano lontano da Bologna, domani sera non ci sarò. Mi dispiace molto per il crollo del tasso tecnico che la vs. contesa subirà. Mi auguro inoltre che qualcuno Venerdì scriva una cronaca dettagliata. Buona partita e buona bevuta.

martedì 3 marzo 2009

Peppino asfalta Piero (Ostellino)

Ai pigri Merliners che non siano stati raggiunti dalla "querelle" vorrei raccontare che il nostro Peppino, stimolato da un pessimo editoriale di Piero Ostellino sul "Corriere della Sera", ha intrecciato una lunga polemica epistolare con il famoso elzevirista.
Polemica, che, lo dico senza alcuna ironia e con grande ammirazione, ha visto Peppino asfaltare letteralmente l'esimio giornalista, stringendolo all'angolo ed irritandolo con argomentazioni serratissime e assolutamente pertinenti, condite da citazioni assolutamente favolose.
Se qualcuno di voi fosse interessato alla lettura dei testi di questa polemica sono in grado di fornirglieli.
Povero Ostellino, non sapeva cosa significa mettersi in polemica con un Merliner. Secondo me è dovuto ricorrere a qualche consulenza quando il Pep gli ha controbattuto che:
"la Prasseologia di Ludwig von Mises: "L'azione umana è necessariamente sempre razionale" non porta in nuce i germi di quel relativismo oggi condannato dalla nomenklatura italiana in nome del dio Tevere?"
Nel corso della polemica si poteva cogliere nelle risposte di Ostellino lo sgomento e la crescente volontà di sottrarsi al confronto. Nella sua mente si faceva strada, sempre più, la martellante domanda: "Ma chi cazzo me lo ha fatto fare di mettermi a discutere con questo qui?"
A tutti noi non può che tornare alla memoria l'espressione di Beppe Palombelli quella volta che ....

Grande Peppino!!!!

DALLA PARTE DEL TORTO

Parliamo di calcio. La Roma domenica sera ha giocato una splendida partita e avrebbe ampiamente meritato la vittoria. Il rigore su Balotelli non c'era assolutamente (tutt'al più ha subito un'ancata delle mie) e Mourinho poteva tranquillamente ammetterlo. Ma... che cazzo di tempi stiamo vivendo? Chiunque abbia visto la partita ha sentito i BUUU razzisti dei romanisti contro Balotelli dal primo all'ultimo minuto, oltre a cori (quello l'ho letto dopo) del tipo "non esistono italiani negri" e nessuno ha detto un cazzo?! Tutti gli opinionisti a deprecare la linguaccia del ragazzo, commenti minchioni del genere "deve maturare" "andrebbe squalificato" "qualcuno gli insegni a stare al mondo". Nessuno, nessuno ha detto il perchè Balotelli abbia reagito così!!! Ora Mario è una testa di cazzo, un altro Cassano, un deviantone per cui ci vorrebbero montagne di interventi educativi e terapeutici, ma DOMENICA PER ME HA FATTO BENISSIMO, visto che nessuno che ha il microfono in bocca si sente in dovere di condannare il razzismo, lui l'ha fatto da solo. E io sto con lui.

PS. Il peggio è che l'unico che abbia detto cose simili alle mie è stato l'interista La Russa.

sabato 28 febbraio 2009

I Merliners scendono in campo nel nuovo governo Berlusconi

"Se uno dovesse riassumere in poche righe gli ultimi quindici anni di storia politica italiana potrebbe dire questo: il più caro amico di uno dei leader che simboleggiò la corruzione della classe politica del paese diventò l'uomo più ricco, l'imprenditore più famoso, il premier più amato, il leader del partito più votato; il segretario dell'ex partito neofascista diventò presidente della camera, terza carica dello stato; uno dei dirigenti dello stesso partito fu eletto sindaco della capitale; l'opposizione fu sciolta in modo democratico e le venne affidato il compito di autodistruggersi; gli ultimi dirigenti di quello che fu il più grande partito comunista d'Europa occidentale lasciarono spontaneamente la guida a un uomo della Democrazia cristiana, il loro avversario storico; il resto della sinistra si divise così tante volte che alla fine raggiunse proporzioni omeopatiche; a raccoglierne l'eredità fu soprattuto un magistrato; intanto in tutto il paese si diffuse il fenomeno delle ronde. Ma è quello che venne dopo che fa paura."

[Giovanni De Mauro Internazionale ]

giovedì 26 febbraio 2009

Gianni Gianni Gianni sosteneva...

Il nostro compagno Gianni ieri sera ha dato alla luce (o meglio, ha visto la propria compagna Monia dare alla luce) un bel maschietto. Che la sua vita possa essere soprattutto piena di risate e la sua generosità pari a quella del padre, che nel momento della scelta del sesso, ha pensato in primo luogo al necessario rinverdimento della rosa dei merliners!

mercoledì 25 febbraio 2009

A.A.A. Ditaccosempre cercasi

Sono almeno tre giorni che mi collego sperando di trovare un post di ditaccosempre.
Mi giunge quasi il sospetto che sia passato dalle interrogazioni orali ai compiti scritti e che di conseguenza occupi il suo tempo lavorativo a correggerli anziché impiegarlo in cose ben più serie e di alto spessore come accompagnarci in questo non luogo di pensiero.
Che siano maledette le otto ore giornaliere!

domenica 22 febbraio 2009

Il mio programma

Amici, compagni, Merliners tutti, gente di profondo e alto sentire. Pare che sia arrivato il mio momento, la storia, come dice qualcuno, mi chiama. Rispondo. Da tempo convinto che il micro sia l'esatta riproduzione del grande, anche a costo di non rispettare le proporzioni, o forse perché questa è un'uscita di comodo, e molto più facile, o forse perché quando ci si inoltra negli ampi spazi l'orientameto e la barra sono sempre più sfuggenti, o per qualunque altra ragione, fate voi, la mia candidatura si fonderà sulla nostra, esclusiva, e solo a noi nota esperienza. Di qui, poi, ed eventualmente, partirò per la lunga e faticosa cavalcata per la guida del Partito Democratico. Pur con tutti i distinguo e le debite questioni di misura, tuttavia c'è della verità in quella elementare constatazione: il nostro è un piccolo gruppo, ma dinamiche, umane in primis et in fundo, sono specchio di quelle della convivenza in una società.
E allora vado ad elencare, un po' a casaccio, ma perdonerete, sono di primo pelo. Facezie: sempre meglio cominciare da qui e comunque non meno importanti delle seriosità, anzi. La prima pagina! Ritengo che non solo a me, che ci vado ogni giorno ma anche a Shab che non ci va mai (dove cazzo sei?) sia venuto come dire a noia trovarsi a pochi centimetri dal naso le foto che paiono ineluttabili come una condanna e che accampano inesorabili sullo schermo. Non se ne può più. Allora, al primo punto, la rimozione immediata e la relegazione in uno spazio apposito, che uno ci va solo se decide.
Poi. Chi di voi, come me, quando vuole entrare per postare un commento, si trova davanti ad un tortuoso percorso che funziona con i seguenti passaggi: loading ( e scrivo loading) non è stato possibile inoltrare il tuo messaggio riprova ( e riprovo) di nuovo dice che non va bene e poi, dopo due o tre altri tentativi, compare la misteriosa e arcana parola shulseen o behredof o vuelsen ( e io che sono debole di vista la digito spesso sbagliando)?. Ecco, anche questa tortura dovrà prima o poi finire. Effettivamente non ne abbiamo mai parlato e due allora sono le ipotesi che vengono alla mente: o capita solo a me oppure siamo tutti dei masochisti. Ecco, anticipando un po' il nocciolo del mio programma politico direi questo: smettiamola di farci del male. Altrimenti smergiunft crapfotz tenutszt.
Altri miglioramenti tecnici di impaginazione si possono poi fare: ad esempio era molto bella la sezione dei profili con foto e scheda tecnica. Dove è andata a finire? Perché è stata tolta con un gesto di imperio e senza giustificazione? Non piaceva? E' stato un incidente? Lo si dica, si scriva un post a rendere conto. Ecco, amici e compagni, dove voglio arrivare, ecco la ragone profonda di questa mia uscita annunciata. Candidarsi deriva da candido, e io qui voglio, provo ad esserlo. C'è ancora troppo silenzio. Quei commenti scarni (che però per fortuna ci sono e io godo come un riccio sempre, anche di una riga), ma soprattutto quei non commenti, quel numero zero davanti a chi si è speso in qualche modo, sono segno di mancanza di attenzione, sono segno di debolezza, sono segno che questo blog non è percepito come un'opportunità straordinaria di crescita, sì, anche personale quale in realtà è. Anche se si hanno moglie figli lavoro balle girate meglio da fare problemi vari. Ho carpito l'altra sera l'idea che, per qualcuno, ci siano alcuni di noi che scrivono in modo verboso e un po' barocco, e questo creerebbe una sorta di complesso, tarperebbe la voglia di rendere il blog luogo di svago, presenza giocosa nella nostra vita. Ma chi non vuole questo? E' che io o altri scriviamo un po' così: non ti piace, ti sta sul culo, ti infastidisce?. Ma dillo! Tu non sai quale piacere mi fai se me lo dici, nel senso che mi hai detto una cosa, mi hai detto una cosa! Non quello zero che parla lo stesso, quel rumoroso vuoto che mi fa pensare chissaché! Poi ci sarebbe la questione di chi non ha confidenza con lo scrivere: ma anche qui, vivvaddio, volete che non capisca che tra i Merliners c'è chi fa i mestieri più disparati e che l'esercizio della scrittura sia qualcosa che solo pochi, per attitudine o per mestiere, si possono permettere di coltivare? Ma è proprio questo il bello del blog: è il bar sul computer, è il giovedì sera che si prolunga negli altri giorni della settimana, sono le nostre voci che si fanno segni. Chissene frega se sbagliamo i congiuntivi, se diciamo cose non originali e non pensiamo che quel che diremo non è importante: lo è sempre, da quasisasi cazzata può nascere qualcosa, è dai diamanti che non nasce niente (stronzo, sborone, fa' le citazioni colte..). Non voglio appesantire e tante volte mi è capitato che a difendere una causa l'effetto sia stato quello opposto: muro, non recapitato, riprova ancora. Come devo dirlo allora? Ditaccosempre si presenta alla segreteria del Partito Democratico solo a patto che il dibattito sia più ampio e articolato, che le cazzate fiocchino come neve a Stoccolma o come la pioggia cade in Bretagna, che gli interventi siano numerosi su ogni questione dello scibile perché solo così possiamo capirci qualcosa di questo maledetto scibile. E' un problema solo mio? Che io abbia qualche problema, ve lo dichiaro qui prima di combinare qualche guaio, è abbastanza vero. Ma cazzo, solo io ce li ho? Voi siete così riparati? No, di certo e di certo li sublimerete in qualche altro modo e ci mancherebbe altro. Ma come non pensare che un luogo di incontro non sia davvero un arricchimento? Perché il giovedì sì e gli altri giorni no? Esponiamoci senza paura, nulla è peggio della presunzione o dell'illusione di non aver niente da dire: qualcosa la
si dice sempre, anche stando zitti.
E poi la libertà. La cosa più bella e pericolosa. Perché è talmente alto, questo bene, che usarlo è difficile, anche se tutti pensano di saperlo fare. Nei Merliners è invalsa un po' la tendenza a farsene paladini: noi siamo liberi, quegli altri no. Noi siamo dalla parte del giusto, quegli altri no. Chi quegli altri? Quelli che non la pensano come noi. Io Ditaccosempre, nell'ufficializzare la mia candidatura (stavo per dire la mia discesa in campo, ma poi un'inibizione mi ha paralizato) dichiaro solennemente che questa abitudine a pensarla così è un po' presuntuosa e un po' ridicola. Che gente bella, aperta e intelligente come noi non può non rendersi conto di questo, che
non esistono solo le nostre idee e posizioni, ma che anche altre, che non ci piacciono, che fanno incazzare, che detestiamo, hanno diritto ad esistere e legittimità ad esprimersi. Io che voglio andare a mangiare i funghi a Camugnano perché ne ho una voglia immensa non potrò non protestare se la maggioranza deciderà di andare a mangiare il pesce a Cesenatico: poi ci andrò e abbasserò il capo se la maggioranza di noi avrà voglia di mare, ma la voglia di montagna a me resterà. E che non si può pretendere se ogni tanto, lungo il tragitto che allegramente imboccheremo sull'Adriatica, mugugnerò e romperò i coglioni perché il porcino malefico non riesco a dimenticarlo. Ecco, compagni e amici, io su questo punto ho parecchi dubbi: tra questi quello di non sapere veramente cosa voglio dire. Ma sento così e forse questa lunga sbrozzata mi è servita, tra le tante cose (e scusatmi e perdonatemi) per dire questo, alla fine: che voglio essere libero di dire, anche se magari quel che dico non piace o non è ritenuto corretto. E che vorrei
che così fosse per tutti.
Quindi, forse, un segretario così tentennante non è esattamente quello che ci vuole a un Partito che le idee, invece, le deve avere piuttosto chiare: pensiamoci, allora, all'ipotesi di presentare un segretario così prima di lanciarlo nella mischia.

martedì 17 febbraio 2009

Ditaccosempre segretario!!!!

Compagni, amici, concittadini, infine Merliners tutti, la storia ci offre una grande occasione.
Le dimissioni di Veltroni aprono, finalmente la prospettiva di un profondo e, da noi caldamente auspicato, rinnovamento, un cambio di marcia nella conduzione del Partito democratico.
La situazione generale del paese e della sinistra italiana ci costringono, nostro malgrado, a prendere in mano la situazione e a lanciare il nostro peso organizzativo e numerico nell'agone politico.
Qual'è l'unico, naturale candidato alla successione di Walter Veltroni, chi è il vero uomo nuovo della politica italiana, il nostro Obama?
Solo Ditaccosempre corrisponde a questo profilo, quindi Ditaccosempre segretario!
Solo il pensiero di poter, finalmente sostituire gli inetti gruppi dirigenti della sinistra italiana con la nostra eletta congrega rappresenta un balsamo per il cuore.
Ovviamente Gerd De Paola alle questioni sanitarie, Pierpaolo al commercio con l'estero, Coce al Welfare, Shahab agli interni, Mastro alla Giustizia, Carlo Fortitudo all'Economia, Flachi-gol alle politiche ambientali, e così via.

lunedì 16 febbraio 2009

dalla notte di Beograd

Coce e Magno si prendono la soddisfazione di orinare sui confini della Bosnia Erzegovina come gesto simbolico a favore della ricostruzione della Yugoslavia unita
destini avversi nella trasferta di Belgrado. assoldati in team diversi per il derby cittadino i merliners inquieti scaldano i garretti: il Bezzic acquistato dal Partizan per due Pelinkovec ed una palacinka, il Magnocavallovic dalla Crvena Zvedza in prestito per due dita di rakia, il Coceancig si reimpossessa del suo vero cognome (Kocijancic) e da vecchia puttana danubiana giocherà un tempo per squadra. i 120.000 del Marakanà in tripudio per gli eroi venuti da lontano, ad applaudirli in tribuna d'onore Slobodan Milosevic resuscitato e diventato democratico e di sinistra. purtroppo nonostante l'impegno dei tre merliners, il migliore alla fine risulterà sempre lui e ancora lui, Ciccio O' Pazzic con due rutti e tre scorregge in faccia a chi di calcio non si intende ma di calcio vive.
nasvidanje tovarisch (per un piano quinquennale al DLF).

sabato 14 febbraio 2009

Alpe d'Huez, 19 luglio 1997.


Cinque anni senza Pantani.
"Ma andate a vedere cosa è un ciclista e quanti uomini vanno in mezzo a la torrida tristezza per cercare di ritornare con i miei sogni di uomo ..."
Quel 19 luglio era una giornata torrida davvero. I Merliners aggrappati da ore ai tornanti, arancioni di olandesi.
I francesi appesi ai transistor. Nomi, distacchi, incertezza. Due anni di calvario e di stampelle, il gatto grigio del Giro
Poi, dal fondo della strada un omino che levita, la gente che si stringe sulla strada, per poi ritrarsi di quel poco che consente alle moto di passare.
Per pochi attimi sospesi, eterni, sopra tutte le grida, sopra i clacson e le trombe, solo il frusciare delle ruote e degli ingranaggi, solo il respiro affannoso, l'aria che si richiude dietro un'apparizione fantasmatica.
E il groppo che ti prende e ti raschia la gola assieme all'emozione che ti atterra, ti svuota ....

venerdì 13 febbraio 2009

Traboccano le emozioni in chi ha giocato e a lungo ricorderà la partita di questo giovedì. Subito si dirà il risultato, dieci a cinque, che parla di match a senso unico per gli assenti e suona come atto di profonda, ininmarginabile ingiustizia per coloro che c'erano. Anche le squadre, a leggere i nomi, marcano lo spaventoso divario iniziale e persino un profano, un uomo assolutamente digiuno dell'arte pedatoria come il nostro presidente (ora che lancia la bella idea del fantacalcio) griderebbe allo scandalo: Mastrilli, De Paola, Flachi-goal, Piero, Frank, Guido da una parte, Tomaszewski, Bernardoni senior, Bernardoni juinior, Alessandro, Ditaccosempre, Luca Magno dall'altra. Formazioni insensate, che confermano una volta di più la questione delicatissima del bilanciamento degli uomini in campo e avvalorano la sensazione che soltanto giocatori di grandissima esperienza e provata conoscenza degli equilibri interni allo storico gruppo, quali Ditaccosempre e Mastrilli, siano titolati al difficilissimo compito. La partita ha comunque inizio e nonostante l'illusorio goal iniziale dei più deboli, la squadra più organizzzata prende da subito il largo, arrivando a rifilare agli avversari cinque reti nei primi venti, impietosi minuti. Un De Paola in forma smagliante, come non lo si vedeva da molti mesi, sembra esaltato e all'altezza delle sue migliori possibilità: tutti i suoi goal sono alla sua maniera, spettacolari, fragorosi, destro, sinistro,applausi. Tomaszewski si abbassa a raccogliere la sfera rassegnato, impotente, affranto. Dall'altra parte nulla si conclude, le azioni sono frammentarie, svogliate, languenti. Generalmente in situazioni di questo tipo ci si butta giù e di parecchio. Oppure succede quello che è successo ieri sera. Perché è anche questione di animo, anzi a pensarci bene tutto sta lì: la differenza può essere colmata dalla reazione orgogliosa, dalla indomita volontà di opporsi a un destino avverso o a un'evidenza che sale dalle viscere? Mille volte abbiamo assistito a questo epifenomeno, negli anni merliniani: squadre oggettivamente meno strutturate che si oppongono agli avversari più dotati con gli strumenti nascosti del carattere, della forza di volontà. Ma ieri! Trascinati da un Alessandro che vediamo crescere settimana dopo settimana, dalla spinta offensiva costante del vecchio Bernardoni che non molla mai, dal risveglio improvviso dell'altro giovane e colossale membro della famiglia, dagli incitamenti di un Ditaccosempre spiritato e insieme commosso dalla
rimonta, dall'innesto come sempre tardivo ma sempre efficace del turbo da parte del Magno e, ultimo, dalla reazione inferocita di un Tomaszewski che purtroppo diviene portiere formidabile solo alle soglie dell'umiliazione, ecco che tutti questi elementi sommati si trasformano in azioni corali, tiri dalla lunga e corta distanza, scambi che sono piaceri per gli occhi, e naturalmente pali, traverse, pressione costante e asfissiante. E goal e colpi di tacco. Gli avversari si cagano sotto, ma sono al contempo cinici e sanno sfruttare le azioni di rimessa. Finisce come abbiamo ricordato, questa cronaca restituisce una verità che i numeri non sanno vedere.
il Vostro amato presidente vorrebbe lanciare una proposta.
considerato il valore calcistico espresso nei campi del glorioso DLF, vorrebbe riprodurre nella realtà virtuale tali indiscussi valori, realizzando un campionato di fantacalcio che affonda le sue radici nelle epiche partite del giovedi.
fatemi sapere baldi giovani. considerate che sono disponibile a mettere in gioco "Forti" somme di denaro.
(Ad esempio per l'acquisto del coce sono pronto a sborsare un buono pasto da euro 3.50)

lunedì 9 febbraio 2009

Appello per la difesa della Costituzione

Vi chiedo scusa, so di essere off topics, ma mi permetto di segnalarvi quest'appello promosso da alcuni dei principali uomini di cultura italiani.
Date un'occhiata e valutate:
http://www.unita.it/news/81302/siamo_con_il_presidente_della_repubblica

venerdì 6 febbraio 2009

MVP - Most valuable player

Partita spettacolare, dalle due facce, la prima dominata dall'equipe di Ditaccosempre, che si porta sul 4-0.

A quel punto poderosa rimonta della squadra dei Carli, guidati da un Mastro punto nell'orgoglio e da un De Paola senior che, dopo l'iniziale abulia, firma le azioni che conducono il suo team al pareggio, grazie anche alla scarsa precisione sottoporta di Ditaccosempre, di Lorenzo e di Franco Strippoli che si mangiano dei gol già fatti.
Alla fine un salomonico pareggio per 6-6, nella peggiore tradizione dei Merliners.

Tuttavia, questa volta il Libro Cuore è rimasto sugli scaffali, con un gioco basato sul pressing sistematico, con i centrocampisti di copertura attaccati (anche troppo) ai garretti dei giocatori di maggiore caratura tecnica.

Molti punti persi alla fine nella classifica del Buon Samaritano a causa del deplorevole comportamento di Ditaccosempre che tenta di scatenare una rissa con il gruppo che gioca nell'altro campo.
Prima regola: le promesse della gestione dei campi del DLF sono come quelle del nanetto, mai realizzate; da anni debbono cambiare le porte, etc. Come credere che ci facessero giocare ben un'ora in più?
Seconda regola: mai mettersi a litigare con uno di 130 chili con sulla maglietta il nome di battaglia di "O'Pazzo". Se non era per le doti diplomatiche del Mastro ....

MVP: parimerito Mastro e Cicinho, l'uno per la lucida regia e la leadership in campo, l'altro per la vis pugnandi messa in campo. Match rimarchevole anche di Gianni e Pierpaolo.