IL BLOG DEI MERLINERS



domenica 27 febbraio 2011

Karel Poborsky, un merliner...



Dal Tuttosport del 30/04/2009
KAREL Po­borsky continua a segui­re con attenzione il cal­cio italiano, ma soprat­tutto ricorda ancora nei minimi particolari quel celebre 5 maggio: «Per me resta una giornata indimenticabile, una del­le più belle della mia carriera. E’ stata una vittoria che in pochissi­mi si aspettavano...» . Già, quasi nessuno avrebbe previsto il finale thrilling - con il crollo dell’Inter - e tantomeno una vittoria biancocele­ste firmata da un super Poborski. Il ceco, infatti, da tempo era stato inse­rito nella lista dei par­tenti, dopo un anno e mezzo la sua parentesi in Italia era praticamen­te chiusa. «E’ vero, sape­vo già che sarebbe stata la mia ultima partita con la Lazio. Per questo sono molto contento di aver lasciato i tifosi con un ot­timo ricordo. Ecco, spero non si siano dimenticati di Poborski...» . Di sicuro non lo hanno dimentica­to in casa Inter e, doves­se avverarsi anche l’ulti­ma profezia ( «Può ripe­tersi un altro 5 maggio...» ) , c’è da scommette­re che Poborski scalereb­be la top ten dei perso­naggi più odiati dalla tifoseria milanese.

REGALO A NEDVED Tanta voglia di lasciare Roma e l’Italia nel mi­gliore dei modi, ma an­che un patto d’onore con un amico. Karel aveva promesso allo juventino Pavel Nedved, in piena corsa per lo scudetto, che in campo ce l’avrebbe messa tutta, nonostante la Lazio non avesse più molto da chiedere al campionato. «Al di là del­la vittoria - continua l’ex esterno della nazionale ceca - ero molto contento di aver fatto un piacere a Pavel, di avergli “ regala­to” lo scudetto...»

sabato 26 febbraio 2011

CENA FESTA DI AUTOFINANZIAMENTO


Come qualcuno di voi sa, alcuni operatori sociali dei merliners insieme a molti altri colleghi e alle Associazioni dei famigliari degli utenti, sono in lotta con le amministrazione locali del Distretto di Casalecchio per i tagli che stanno operando su Servizi e persone. Per finanziare iniziative di contrasto, abbiamo organizzato una cena concerto festa di autofinanziamento al TPO per Sabato 5 Marzo.
Venite in tanti e diffondete.
Grazie
Coce

mercoledì 23 febbraio 2011

Gheddafi e Antrodoco

Non pensiate che la fascinazione nei confronti del rais sia stata solo dei governi, della diplomazia italiana e dei nostri poteri forti. La storia narrata in questo articolo, davvero mi ha fatto pensare, come nota qualche commentatore, all'ispettore generale di Gogol (meglio al film di Zampa, Anni ruggenti).
Veramente esemplare della credulità e della mancanza di dignità diffuse ad ogni livello nella politica italiana.
http://ceccarelli.blogautore.repubblica.it/2011/02/22/il-rais-di-antrodoco/

sabato 19 febbraio 2011

IL BALLERINO CON IL PALLONE


Eccolo dunque il mio trofeo, lassù sull'altarino di casa, in soggiorno, dove troneggia lo stereo che a flusso continuo sparge musica in casa. In cima alla cassa il ballerino con il pallone fissa negli occhi un pensatore africano, quasi a sfidarlo nell'eterna tenzone tra pensiero e azione. Quando parte un brano punk lo vedi sbalzare e agitarsi come il suo detentore nelle note accelerazioni del Giovedì sera, durante un brano jazz danza impercettibile sulla punta dei piedi come l'Evaristo che il suo detentore tanto amò. Al Radiogiornale s'affloscia triste a tutte quelle notizie senza passione e senza gioia e immobile pare quasi supplicare il suo detentore: ti prego, rimetti su "I fought the law" e fammi tornare a danzare.

sabato 12 febbraio 2011

La canzone dei trofei




La citazione dannunziana è d'obbligo, proprio per la straordinaria fattura dei trofei conquistati, che solo al Vittoriale potrebbero trovare la loro congrua sistemazione. Purtroppo, la mancanza di spazi di cotanta qualità ci impone la dislocazione di queste erme nei nostri normali salotti di casa. In alto, onde evitare che il gatto possa farli cadere, tanto ci sono cari, ma all'ingresso, una delle prime cose che possono essere notate dal visitatore. Vicino al premio per miglior portiere del torneo del carcere minorile del 1993 (quale maggiore dimostrazione della continuità di rendimento) e al premio della Ciclistica Cavazza.

lunedì 7 febbraio 2011

Ma come cacchio si fa a fare una photo gallery?


































































Ve le mando a spizzichi e bocconi, il sistema, del tutto involontario, rende però bene l'improvvisazione e la bella riuscita della nostra Award Night

Miccoli, Merliners ad honorem?

Bello, bellissimo e autentico, in questo mondo di gesti studiati a tavolino, concordati con manager cialtroni, per tirare sull'ingaggio o per arruffianarsi una nuova piazza.
Miccoli, salentino, giocatore del Palermo, ma tifosissimo del Lecce segna alla sua squadra del cuore e, invece di mettersi le mani sulle orecchie o le dita nel naso come molti suoi colleghi, abbatte il capo sul petto, subisce passivo i tentativi di festeggiamento dei suoi compagni.
Si capisce che sta piangendo. Nell'intervallo è talmente sconvolto che viene sostituito.
Cosa pensate si dirà di lui nell'ambiente del calcio? Pensate, che al di là delle lodi pubbliche e di maniera, gli aguzzini dei talk show o la maggioranza degli spettatori, nel loro intimo accettino e giustifichino un gesto come questo? Io credo davvero di no. Il solito pirla, un sentimentale di merda, un puro....
Questi ve li lascio tutti. Io nella mia squadra, uno come Fabrizio Miccoli lo vorrei avere sempre, uno che è stato minacciato, offeso, osteggiato da Moggi e cricca, senza che nessuno lo difendesse, uno che ha preferito i palcoscenici più periferici e non i teatri di prima rinomanza per non snaturarsi.
Un uomo capace di un gesto di grande poesia, stralunato quanto geniale, come quello di riacquistare all'asta giudiziaria l'orecchino che il fisco italiano aveva sequestrato a Diego Armando Maradona, e di restituirlo al pibe.
Se mi permettete una polemicuccia, mi sembra che MIccoli sia un po' diverso da quelli che giurano eterna fedeltà alla maglia, tranne poi partire dopo un anno, oppure da quelli che, su suggerimento di quel galantuomo di Raiola, scagliano via la maglia per essere ceduti.

venerdì 4 febbraio 2011

GRAZIE

Alcune volte il dovere coincide con il piacere.