IL BLOG DEI MERLINERS



lunedì 12 dicembre 2011

Una giornata a .... ?





Tre baldi Merliners-bikers sono partiti una domenica mattina e si sono fatti una bella sgambata in bici.
Pubblichiamo alcune foto senza dirvi, ovviamente, dove sono state scattate. Vediamo se qualche amante dell'enigmistica si vuole cimentare con la soluzione dell'arcano.
Quello che ci sentiamo di comunicarvi è che il Toma aveva preparato il percorso, "tutto su ciclabile". Peccato che di ciclabile ci fossero un totale di 15 chilometri su 80...... Mi prendo le mie responsabilità!
Comunque, la fine del raid è stato festeggiato adeguatamente, con ciccioli caldi, frittelle e vino rosso, nel bel mezzo di una sagra a base di liscio....

giovedì 9 giugno 2011

Ma dove va?

http://altoadige.gelocal.it/multimedia/2011/06/07/video/rigore-sbagliato-e-palla-in-rete-chiesta-la-ripetizione-della-partita-29835364/1

Guardate questa cosa qua!!!!!

mercoledì 1 giugno 2011

Bici grand tour. Come nel 1895

http://viaggi.repubblica.it/articolo/bici-grand-tour-come-nel-1895/223829?ref=HREC2-8
Un giorno anche i merliners dovrebbero liberarsi degli orpelli ed organizzare una cosa del genere...

martedì 31 maggio 2011

INTERISTA

Volevo semplicememte darvi un'informazione fondamentale che, a mio avviso in modo doloso, tutti i giornali hanno omesso in questi giorni di euforia post-elettorale: Pisapia è interista.

domenica 22 maggio 2011

Svedese? Danese?





I Merliners, nel corso della loro trasferta umbra, hanno vissuto momenti belli, ma anche (come direbbe ualter) dei momenti di tensione, quando il genovese (la cui unica scusante può essere il dolore per il Doria)ha improvvidamente sfidato chi vi parla su una questione essenziale per la sopravvivenza della civiltà occidentale.
Il malcapitato ha tentato di propinare, adducendo una occasionale conoscenza diretta, la versione secondo la quale la signora Ingrid Tence, in Capirossi, moglie del bravo pilota romagnolo, sarebbe svedese, scandinava o altre amenità del genere.
Ora, la realtà dei fatti è che la signora Tence è di Aurisina, nata a Trieste, come si evince anche dal suo profilo Facebook.
http://it-it.facebook.com/people/Ingrid-Tence/1615050306
Italiana, quindi, di cultura e lingua slovena, come il Coce.
Ho, ovviamente, controllato anche altre fonti.
Caro Alessio, i rischi di asserzioni arrischiate, al cospetto del marchese dell'inezia, del principe della minuzia, dell'imperatore della futilità sono molto gravi; si rischia di dover pagare dazio (e per un genovese deve essere molto dura). Attendo, con malcelata soddisfazione, che la mia libbra di carne (Shylock docet) mi venga alfine consegnata.

P.s. Ho scoperto, non appena tornato a casa che abbiamo perso una straordinaria occasione a Trevi per una merlinata. Chi non c'era deve sapere che sabato sera siamo andati a mangiare a Trevi, incocciando, per puro caso nella festa in onore del neoeletto sindaco del ridente paese umbro, con Canzone Popolare in sottofondo (w ualter!!!). Ebbene, gli scherzi meravigliosi del destino; il neo sindaco, Dino Sperandio, restauratore, fotografo, scopritore di meravigliosi capolavori della pittura umbra, è amico della Patti e io non lo sapevo. Che occasione perduta per presentarsi in piazza e salutarlo a sorpresa.

martedì 29 marzo 2011


Storia di una cartolina Raggiunto da questa faccia che non ricordavo, lo sguardo fiero, solo i capelli tirati su, la catena al collo e ovviamente il colore sgargiante della maglia a distinguerlo da un giocatore dell’est della nostra infanzia, mi avviluppo, come si aspetta il mittente anonimo e sogghignante, a ricostruire il percorso, e quindi la storia, di questa sconcertante cartolina. Giunta dentro una busta, con l’indirizzo preciso in una calligrafia elegante, segnata dal marchio “prioritarie” (fretta, addirittura nel farla giungere) e due francobolli originali della “Ceska Republika”, uno con indecifrabile soggetto evidenziato nelle sue parti significative ma per l’appunto incomprensibili in verde (vagone di treno con ai finestrini un uomo e una donna, sormontato da torre, ciminiera? Enigmi filatelici, simboli occulti, sarà quella la passione di quei matti di collezionisti), l’altro dal soggetto evidente ma all’interpretazione ancora più oscuro, un’aragosta arancione su campo bianco (si pescano le aragoste nella Repubblica Ceca? E dove, in quali laghi e fiumi che non conosco?). Comunque sia, la busta è inconfutabilmente ceca, viene da lì, da lì qualcuno l’ha spedita. Chi? Sul perché è inutile soffermarsi. Parte la ridda delle ipotesi. Tre gli indiziati. L’imprenditore, il viaggiatore auto commesso. Il bibliotecario in trasferta. L’amico più antico. Sul primo mi si formula il sospetto più forte: un giorno qui e un giorno lì, prende l’aereo come qualcun altro la bicicletta, il fatto di essere titolare di un’azienda a Belgrado me lo fa mettere in cima alla lista. Mi accorgo che è approssimazione culturale, mettere insieme capre e cavoli, che la distanza tra il Danubio e la Moldava (visto? Un fiume lo conosco) è, come dire, piuttosto considerevole. Ma tant’è, l’Est è sempre l’Est, blocco sovietico, paesi non allineati, anche se storie troppo diverse, unico calderone come risultato mentale. E’ poi maestro di contraffazione: una volta inserì una parte in un testo della Commissione Europea che esaltava la funzione educativa del rugby che a leggerlo non faceva una piega, perfetta sovrapposizione semantico lessicale capace di ingannare presidi di istituti superiori e convincerli a mandare loro insegnanti ad assistere ai Mondiali di quella disciplina. Sei tu? Del secondo sappiamo un po’ tutti che ha molto tempo a disposizione, l’Università dilapida i suoi fondi spedendo e ricevendo stagisti in età matura a scambiare esperienze nelle varie città europee, dando così la stura alle bordate invelenite di coloro che degli sprechi della pubblica amministrazione fanno il loro cavallo di battaglia politico, con vastissimo seguito di consenso. Tra un’amenità e l’altra, nella cittadella francese in cui trascorre i suoi ozi come Annibale a Capua, potrebbe benissimo aver spedito un qualche emissario nella città di Kafka a compiere per suo conto quel rito paradossale, sberleffo e sottolineatura insieme. E' lui, inoltre, il sacerdote della memoria collettiva, del nostro gruppo e di tutto il resto. Nulla gli sfugge, ogni discussione è alimento per il fuoco della sua passione: potrebbe essere questa occasione per rintuzzarlo, tenerlo vivo. Fu lui, d’altronde ad avvicinarmi la settimana successiva alla polemica e ad esprimermi la sua riconsiderazione della mia posizione, pur rimanendo anche lui ancorato alla vulgata delle anime belle, coloro che accusavo, al tavolo e sul blog, di non saper separare gli ideali dalla realtà. Calcisticamente parlando, naturalmente. Sei tu? Il terzo, anche se mi sembra la più remota delle ipotesi, fosse lui l’autore, glielo dico apertamente, mi aprirebbe il cuore in modo speciale: l’avesse fatto lui, si sfilerebbe un filo che l’età adulta c’ha messo su qualche nodo, ritorneremmo ragazzi ingenui e pronti ad abbracciare la vita, con tutti quegli scherzi, bravate, cazzate che tanto hanno caratterizzato la nostra adolescenza. La modalità: approfittando di un soggiorno culturale dell’amico che vive a Bruxelles, di un suo incontro con Kundera, con qualche giallista di quelle lande così feconde di storie, coinvolgendo anche lui per spirito di elezione. Dimmi, sei stato tu? Altre possibilità, francamente, non riesco a immaginarle. A pensarci bene però ne rimane un’ultima, e non è del tutto da scartare: i due Merliner con la barba, facce carbonare, che abbandonando i loro pargoli in braccio alle loro madri, partono in incognita su un treno della notte, il viso coperto per non farsi riconoscere e arrivano al confine intorno all’alba, acquistano la cartolina e la spediscono, ridendo per tutto i viaggio di ritorno.

domenica 13 marzo 2011

Il raggio verde


Purtroppo non è per parlarvi dell'opera di due grandi (Jules Verne ed Eric Rohmer) nati nella terra che mi ospita temporaneamente. Oggi, l'indignazione ed il fastidio supera persino l'appartenenza calcistica. Prima che Totti battesse la punizione dell'1-0, tutti abbiamo visto distintamente che Muslera è stato infastidito da uno di quei puntatori laser verdi, la cui vendita tra l'altro dovrebbe essere sottoposta a controlli proprio a causa del pericolo di danneggiare gli occhi.
Magari il povero Muslera non avrà sbagliato per quello, ma comunque sono imbufalito verso qualcuno che penserà, con la sua bravata del cazzo di aver contribuito alla vittoria nel derby. Se mai mi dovesse leggere, cosa che non credo possibile, sappia che c'è qualcuno, magari romanista da più tempo di lui, che è molto incazzato con lui e che vorrebbe avere la possibilità di spiegargli alcune cosette come il rispetto e il fair play. Tra l'altro, questi idioti, se la sono presa con l'unico che l'anno scorso non si rese complice della farsa di Lazio Inter, provando a fare del suo meglio fino alla fine.
Comunque, anche se non lo saprà mai, un abbraccio a Muslera e la mia solidarietà per tutte le critiche che riceverà.
Ma guarda te se, in questo modo, mi debbono rovinare una delle poche soddisfazioni calcistiche dell'anno!!
Comunque, dopo aver visto gomitate, pestoni in faccia, isterismi ed altre cazzate di questo tipo lo dico subito: quest'anno spero che vada in Champions l'Udinese, grande squadra.

lunedì 7 marzo 2011

I MERLINERS VANNO ALLA MANIFESTAZIONE

Sulle strade polverose e inospitali del villaggio, contromano al fetido libeccio che da nord le spazza, si muovono i ribelli verso un nuovo miraggio.
Qualcuno un paio di giorni prima aveva sentenziato al Saloon: "uniamoci a loro, questa è roba da merliners".
Ed eccoli armati fino ai denti: lo spilungone con la carrozzina imbottita di tritolo, il portierone irriverente di fronte al cronista sbalordito e solo, l’insegnante brizzolato che cerca Poborski per menarlo, il covilide con quell’unico tarlo: contar i rivoltosi ad uno ad uno per far fronte alla questura che dirà che non era venuto nessuno, Floro che è lì perché così aveva sentito, una volta espugnato il palazzo dell’Alcalde ci sarebbe stata della gnocca, una per ogni dito.
Pierino l’attak(ante), Jack fuggito dal Centro Diurno, il cannonier persiano stanco di lavorar a turno, il Coce senza voce: loro erano quelli da aiutare, un esercito di giacche azzurre dozzinali e truffaldine, li stava per domare.
E in mezzo a tutti loro, un Pancho Villa gaio e sorridente, il passo spedito e irriverente, il più saggio tra tutta quella gente, è lui che fa i merliners più giovani e forti, è lui il dentista degli insorti.

domenica 27 febbraio 2011

Karel Poborsky, un merliner...



Dal Tuttosport del 30/04/2009
KAREL Po­borsky continua a segui­re con attenzione il cal­cio italiano, ma soprat­tutto ricorda ancora nei minimi particolari quel celebre 5 maggio: «Per me resta una giornata indimenticabile, una del­le più belle della mia carriera. E’ stata una vittoria che in pochissi­mi si aspettavano...» . Già, quasi nessuno avrebbe previsto il finale thrilling - con il crollo dell’Inter - e tantomeno una vittoria biancocele­ste firmata da un super Poborski. Il ceco, infatti, da tempo era stato inse­rito nella lista dei par­tenti, dopo un anno e mezzo la sua parentesi in Italia era praticamen­te chiusa. «E’ vero, sape­vo già che sarebbe stata la mia ultima partita con la Lazio. Per questo sono molto contento di aver lasciato i tifosi con un ot­timo ricordo. Ecco, spero non si siano dimenticati di Poborski...» . Di sicuro non lo hanno dimentica­to in casa Inter e, doves­se avverarsi anche l’ulti­ma profezia ( «Può ripe­tersi un altro 5 maggio...» ) , c’è da scommette­re che Poborski scalereb­be la top ten dei perso­naggi più odiati dalla tifoseria milanese.

REGALO A NEDVED Tanta voglia di lasciare Roma e l’Italia nel mi­gliore dei modi, ma an­che un patto d’onore con un amico. Karel aveva promesso allo juventino Pavel Nedved, in piena corsa per lo scudetto, che in campo ce l’avrebbe messa tutta, nonostante la Lazio non avesse più molto da chiedere al campionato. «Al di là del­la vittoria - continua l’ex esterno della nazionale ceca - ero molto contento di aver fatto un piacere a Pavel, di avergli “ regala­to” lo scudetto...»

sabato 26 febbraio 2011

CENA FESTA DI AUTOFINANZIAMENTO


Come qualcuno di voi sa, alcuni operatori sociali dei merliners insieme a molti altri colleghi e alle Associazioni dei famigliari degli utenti, sono in lotta con le amministrazione locali del Distretto di Casalecchio per i tagli che stanno operando su Servizi e persone. Per finanziare iniziative di contrasto, abbiamo organizzato una cena concerto festa di autofinanziamento al TPO per Sabato 5 Marzo.
Venite in tanti e diffondete.
Grazie
Coce

mercoledì 23 febbraio 2011

Gheddafi e Antrodoco

Non pensiate che la fascinazione nei confronti del rais sia stata solo dei governi, della diplomazia italiana e dei nostri poteri forti. La storia narrata in questo articolo, davvero mi ha fatto pensare, come nota qualche commentatore, all'ispettore generale di Gogol (meglio al film di Zampa, Anni ruggenti).
Veramente esemplare della credulità e della mancanza di dignità diffuse ad ogni livello nella politica italiana.
http://ceccarelli.blogautore.repubblica.it/2011/02/22/il-rais-di-antrodoco/

sabato 19 febbraio 2011

IL BALLERINO CON IL PALLONE


Eccolo dunque il mio trofeo, lassù sull'altarino di casa, in soggiorno, dove troneggia lo stereo che a flusso continuo sparge musica in casa. In cima alla cassa il ballerino con il pallone fissa negli occhi un pensatore africano, quasi a sfidarlo nell'eterna tenzone tra pensiero e azione. Quando parte un brano punk lo vedi sbalzare e agitarsi come il suo detentore nelle note accelerazioni del Giovedì sera, durante un brano jazz danza impercettibile sulla punta dei piedi come l'Evaristo che il suo detentore tanto amò. Al Radiogiornale s'affloscia triste a tutte quelle notizie senza passione e senza gioia e immobile pare quasi supplicare il suo detentore: ti prego, rimetti su "I fought the law" e fammi tornare a danzare.

sabato 12 febbraio 2011

La canzone dei trofei




La citazione dannunziana è d'obbligo, proprio per la straordinaria fattura dei trofei conquistati, che solo al Vittoriale potrebbero trovare la loro congrua sistemazione. Purtroppo, la mancanza di spazi di cotanta qualità ci impone la dislocazione di queste erme nei nostri normali salotti di casa. In alto, onde evitare che il gatto possa farli cadere, tanto ci sono cari, ma all'ingresso, una delle prime cose che possono essere notate dal visitatore. Vicino al premio per miglior portiere del torneo del carcere minorile del 1993 (quale maggiore dimostrazione della continuità di rendimento) e al premio della Ciclistica Cavazza.

lunedì 7 febbraio 2011

Ma come cacchio si fa a fare una photo gallery?


































































Ve le mando a spizzichi e bocconi, il sistema, del tutto involontario, rende però bene l'improvvisazione e la bella riuscita della nostra Award Night

Miccoli, Merliners ad honorem?

Bello, bellissimo e autentico, in questo mondo di gesti studiati a tavolino, concordati con manager cialtroni, per tirare sull'ingaggio o per arruffianarsi una nuova piazza.
Miccoli, salentino, giocatore del Palermo, ma tifosissimo del Lecce segna alla sua squadra del cuore e, invece di mettersi le mani sulle orecchie o le dita nel naso come molti suoi colleghi, abbatte il capo sul petto, subisce passivo i tentativi di festeggiamento dei suoi compagni.
Si capisce che sta piangendo. Nell'intervallo è talmente sconvolto che viene sostituito.
Cosa pensate si dirà di lui nell'ambiente del calcio? Pensate, che al di là delle lodi pubbliche e di maniera, gli aguzzini dei talk show o la maggioranza degli spettatori, nel loro intimo accettino e giustifichino un gesto come questo? Io credo davvero di no. Il solito pirla, un sentimentale di merda, un puro....
Questi ve li lascio tutti. Io nella mia squadra, uno come Fabrizio Miccoli lo vorrei avere sempre, uno che è stato minacciato, offeso, osteggiato da Moggi e cricca, senza che nessuno lo difendesse, uno che ha preferito i palcoscenici più periferici e non i teatri di prima rinomanza per non snaturarsi.
Un uomo capace di un gesto di grande poesia, stralunato quanto geniale, come quello di riacquistare all'asta giudiziaria l'orecchino che il fisco italiano aveva sequestrato a Diego Armando Maradona, e di restituirlo al pibe.
Se mi permettete una polemicuccia, mi sembra che MIccoli sia un po' diverso da quelli che giurano eterna fedeltà alla maglia, tranne poi partire dopo un anno, oppure da quelli che, su suggerimento di quel galantuomo di Raiola, scagliano via la maglia per essere ceduti.

venerdì 4 febbraio 2011

GRAZIE

Alcune volte il dovere coincide con il piacere.

martedì 25 gennaio 2011

La dannazione del portiere

Fare il portiere (portinaio nel mio caso) è un brutto mestiere, e richiede una particolare forma mentis. Nel 2010, anche i Merliners, nel loro piccolo, lo hanno finalmente riconosciuto, assegnando il premio Mvp all'unico disperato che ogni settimana torna, sicuramente, a casa, con uno score più negativo di quello che aveva prima di giocare.
Ora, non voglio sindacare sul fatto che il premio sia o meno meritato, tuttavia, come avrete visto, farò il possibile per onorare questo premio, giunto davvero inaspettato.
Tuttavia, nel momento del riconoscimento, voglio ricordare uno dei modelli cui, da un po' di anni, mi sono ispirato.
Avrei potuto citare qualche bel modello letterario, come El Gato Diaz, narrato dal grandissimo Osvaldo Soriano, oppure i veri eretici del ruolo, quelli che ricordo con una memoria commossa e divertita insieme (Jan Tomaszewski, il giaguaro Castellini, Ubaldo Giacinto Fillol), ritratti di una galleria di "poilus", perchè, come non vi avevo mai detto, ma, come mi è sempre piaciuto pensare, ogni portiere si vede un po' come un soldatino della prima guerra mondiale, accoccolato nella sua trincea in attesa del bombardamento degli obici, senza nessun elemento di certezza o possibilità di intervenire se non in reazione a quello che fanno gli altri giocatori. Per questo il ruolo del portiere contiene in sè una dannazione originaria. E cari miei, non state a sentire quello che vi dicono, in porta si va spesso per vocazione e non per scarso talento prestipedatorio. quella vocazione un po' salingeriana ad essere il "catcher in the rye".
E invece no! Anche se da paraculo, alla fine ho citato tutti i modelli positivi, colui cui volevo voi pensiate ogni volta che vi avvicinate alla mia porta è Nicky Salapu, portiere della nazionale delle Samoa Americane, che nel 2001, nel corso delle qualificazioni per i mondiali di Corea e Giappone si è dovuto chinare 31 volte nella sua porta, nel corso della partita contro l'Australia Trentuno a zero! Omologato!
Per omaggiarlo, secondo me, non è irrispettoso citare il poeta:
"Il portiere caduto alla difesa
ultima vana, contro terra cela
la faccia."
http://www.youtube.com/watch?v=1wg9ox9F7Vw