IL BLOG DEI MERLINERS



mercoledì 16 dicembre 2009

Il nuovo inno dei Merliners

Carissimi, il nostro piccolo Herbert Pagani ci ha forniti di inno. I giudizi sulla qualità del pezzo sono stati molto differenziati.
Alcuni hanno scomodato il Victor Jara di "Te recuerdo Amanda", altri hanno insistito per proporre questo pezzo per la Coppa Rimetti del Ruggito del Coniglio, altri ancora hanno già valutato quali migliorie possano essere apportate con un diverso arrangiamento (punk-reggae, etc.). Come sempre, l'operato di Ditaccosempre divide gli animi.
Tuttavia, non possiamo non rendere omaggio all'impegno e alla fatica e, soprattutto, allo spirito del temerario menestrello, rendendo disponibile l'inno a chiunque voglia ascoltarlo.....
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martedì 8 dicembre 2009

Candidature

Amici, dopo attenta riflessione ho deciso per chi votare la sera della nostra cena societaria in quel di Bondeno. Mastro ed Alessio mi sembrano i meritevoli vincitori dei trofei che incoronano il miglior giocatore dell’anno e il miglior Buon samaritano. Queste le motivazioni che sorreggono la mia scelta e che leggerò a sostegno dell’assegnazione dei premi.

Calciatore elegante ed efficace insieme, è atleta (e forse uomo) dalle contraddizioni risolte. E per di più lo si ritrova in ogni punto del campo senza sapere mai bene come ci sia finito: una telecamera apposita dovrebbe seguire i suoi movimenti e svelare l’arcano della totale smaterializzazione del sudore pur essendo, sempre, dappertutto. Mai percepito da parte di alcuno di noi un fiato grosso, una smorfia di rabbia, un grido per una palla persa, cosa che accade assai di rado, peraltro. Quello che tutti hanno bene davanti agli occhi, piuttosto, e che non smette di destar meraviglia è la precisione dei suoi millimetrici lanci, il dosaggio sapiente della forza che il suo destro imprime alla palla, qualsiasi palla, dura, sgonfia, grande, piccola che sia. La facilità, la naturalità del tocco in prima battuta, la traiettoria morbida e sinuosa che l’aria accoglie e il planare soave non sui piedi, che lo ridurrebbe, ma sul vuoto dove i passi (che il suo occhio ha riempito da lontano) andranno a convergere, finiranno spontaneamente, inevitabilmente, necessariamente a colpire il pallone al volo, come fosse un’equazione perfetta, di piede o di testa, ne fanno il più bel rifinitore di tutta la storia della Merlino Football Club. Uomo di servizio, la più nobile delle virtù: molto si spiega così, anche fuori dal campo. La sua costanza ha dello strabiliante: nessuna partita sotto tono, nel corso di questo suo annus mirabilis, nessuna giornata storta o fiacca, nessun giovedì formidabile, perché stato di grazia non si può dir per lui momento di passaggio ma condizione felice e perdurante, calcisticamente, ad ogni varcar il cancello nel corso del 2009.

Smentendo uno dei più logori degli stereotipi, la tirchieria genovese, svariati e gioiosi sono i motivi che inducono ad elegger Alessio vincitore della classifica del buon samaritano 2009. Non solo vincerebbe così, per numero: è grazie a i suoi omaggi che i Merliners si sono leccati i baffi e schioccato il palato in numero superiore di volte rispetto alle elargizioni, pur rimarchevoli, di qualsiasi altro dei membri della gloriosa e onorata società. Ma considerando che il nostro, lavoratore indefesso e padre esemplare, conta un numero di presenze irregolare e nettamente inferiore a quelle, ad esempio, che ho io al mio attivo, ecco che la sua generosità svetta e riluce come una montagna innevata tra i poggi antistanti in una giornata tersa d’inverno. Proporzioni, dunque, che parlano non di semplice vittoria, ma di trionfo, di distacco chilometrico, di fuga insostenibile per il passo di noi gregari. Per non dir poi della qualità dei suoi doni: freschi e sapidi formaggi d’altura, dolcetti alle mandorle e alle noci, grappe che trasformano la bocca in una serra di aromi preziosi. E poi la sua instancabile attività di promotore di balotte e zingarate, tutte puntualmente organizzate, come neanche la miglior agenzia di viaggi. Chi dà agli altri dà un pezzo della sua anima, anche: era questo il senso dell’istituzione del concorso ed è anche vero che si può fare a meno delle istituzioni, che l’offerta non ha recinti e pali a delimitarla. Ma siamo ragazzoni cresciuti che si divertono con queste cose. Perciò l’Alessio il genovese verace (è di quella gente, mi hanno spiegato, non il risparmio per sottrarre, ma perché la terra è stretta e non te lo dimentichi mai), il ligure genuino che quando sa di avere dà e si dà, sapendo che a tenere soltanto della vita si capisce e si prende poco, merita senza dubbio alcuno la palma di primo vincitore del neonato corso.

lunedì 7 dicembre 2009

Cari amici e fratelli Merliners, il Conte è tornato..
Ci ho messo un pò ma oggi ho avuto la pazienza per recuperare ed impostare una nuova password e finalmente tornare a postare qualcosa.
Mi scuso per il tempo trascorso in letargo..
A giovedì prossimo e preparate il bicabornato per il prossimo sabato ...