IL BLOG DEI MERLINERS



martedì 8 dicembre 2009

Candidature

Amici, dopo attenta riflessione ho deciso per chi votare la sera della nostra cena societaria in quel di Bondeno. Mastro ed Alessio mi sembrano i meritevoli vincitori dei trofei che incoronano il miglior giocatore dell’anno e il miglior Buon samaritano. Queste le motivazioni che sorreggono la mia scelta e che leggerò a sostegno dell’assegnazione dei premi.

Calciatore elegante ed efficace insieme, è atleta (e forse uomo) dalle contraddizioni risolte. E per di più lo si ritrova in ogni punto del campo senza sapere mai bene come ci sia finito: una telecamera apposita dovrebbe seguire i suoi movimenti e svelare l’arcano della totale smaterializzazione del sudore pur essendo, sempre, dappertutto. Mai percepito da parte di alcuno di noi un fiato grosso, una smorfia di rabbia, un grido per una palla persa, cosa che accade assai di rado, peraltro. Quello che tutti hanno bene davanti agli occhi, piuttosto, e che non smette di destar meraviglia è la precisione dei suoi millimetrici lanci, il dosaggio sapiente della forza che il suo destro imprime alla palla, qualsiasi palla, dura, sgonfia, grande, piccola che sia. La facilità, la naturalità del tocco in prima battuta, la traiettoria morbida e sinuosa che l’aria accoglie e il planare soave non sui piedi, che lo ridurrebbe, ma sul vuoto dove i passi (che il suo occhio ha riempito da lontano) andranno a convergere, finiranno spontaneamente, inevitabilmente, necessariamente a colpire il pallone al volo, come fosse un’equazione perfetta, di piede o di testa, ne fanno il più bel rifinitore di tutta la storia della Merlino Football Club. Uomo di servizio, la più nobile delle virtù: molto si spiega così, anche fuori dal campo. La sua costanza ha dello strabiliante: nessuna partita sotto tono, nel corso di questo suo annus mirabilis, nessuna giornata storta o fiacca, nessun giovedì formidabile, perché stato di grazia non si può dir per lui momento di passaggio ma condizione felice e perdurante, calcisticamente, ad ogni varcar il cancello nel corso del 2009.

Smentendo uno dei più logori degli stereotipi, la tirchieria genovese, svariati e gioiosi sono i motivi che inducono ad elegger Alessio vincitore della classifica del buon samaritano 2009. Non solo vincerebbe così, per numero: è grazie a i suoi omaggi che i Merliners si sono leccati i baffi e schioccato il palato in numero superiore di volte rispetto alle elargizioni, pur rimarchevoli, di qualsiasi altro dei membri della gloriosa e onorata società. Ma considerando che il nostro, lavoratore indefesso e padre esemplare, conta un numero di presenze irregolare e nettamente inferiore a quelle, ad esempio, che ho io al mio attivo, ecco che la sua generosità svetta e riluce come una montagna innevata tra i poggi antistanti in una giornata tersa d’inverno. Proporzioni, dunque, che parlano non di semplice vittoria, ma di trionfo, di distacco chilometrico, di fuga insostenibile per il passo di noi gregari. Per non dir poi della qualità dei suoi doni: freschi e sapidi formaggi d’altura, dolcetti alle mandorle e alle noci, grappe che trasformano la bocca in una serra di aromi preziosi. E poi la sua instancabile attività di promotore di balotte e zingarate, tutte puntualmente organizzate, come neanche la miglior agenzia di viaggi. Chi dà agli altri dà un pezzo della sua anima, anche: era questo il senso dell’istituzione del concorso ed è anche vero che si può fare a meno delle istituzioni, che l’offerta non ha recinti e pali a delimitarla. Ma siamo ragazzoni cresciuti che si divertono con queste cose. Perciò l’Alessio il genovese verace (è di quella gente, mi hanno spiegato, non il risparmio per sottrarre, ma perché la terra è stretta e non te lo dimentichi mai), il ligure genuino che quando sa di avere dà e si dà, sapendo che a tenere soltanto della vita si capisce e si prende poco, merita senza dubbio alcuno la palma di primo vincitore del neonato corso.

2 commenti:

  1. impagabile ditaccosempre la tua vena sapiente nel catturare le emozioni e le situazioni e tradurle in verbo non finiscono di sorprendermi per efficacia e divertirmi. Questo volta però devo dire che mi hai anche commosso, proprio me che - come dice il Vasco - "ormai non tremo più nemmeno per amore". Quanto è vero quello che cogli di noi ligusti che, come mi diceva sempre mia nonna "non siamo tirchi ma parsimoniosi" e dietro questa differenza c'è tutto un mondo di significato. Forse però dovrei riflettere anche sul fatto che in fondo la mia vita l'ho dovuta costrutire lontano dalla mia città, abbandonata con quella fretta presuntuos che a volte ha l'emigrante lasciando a casa la donna che ama talmente tanto da ritenere che sia sempre lì ad aspettarlo oppure pronta un giorno a seguirlo e che l'amore resterà sempre intatto, salvo scoprire, nel tempo, che le cose non sono andate proprio così...forse sono io che con la mia scialacqueria non sono proprio un degno rappresentante dei genovesi...una pecora nera? Chissà il dubbio mi attanaglia e resterà irrisolto.E forse e meglio così perchè temo di ammettere che la risposta è che se non sono più rappresentante di nessun luogo e nessun tempo e se non c'è poi veramente niente alla fine in cui riesco a riconoscermi vuole probabilmente dire che è la mia identità, quella più profonda, che latita. ma non tediamo oltre! In ogni caso è per me un grande piacere contribuire al comune sollazzo non foss'altro come forma di ringraziamento ai Merliner perchè esistono. Perciò, davvero onorato della candidatura sappi che non considero ancora la tenzone terminata (finirà solo domani!) e quindi potrei riserbare un colpo a sorpresa per rintuzzare eventuali attacchi nell'ultima salita....vedremo.

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  2. Caro Ditacco sempre, mi unisco a Flachi gol per l'emozione e la commozione che hanno suscitato in me la descrizione e le motivazioni che hai addotto alla causa della" candidatura" e non solo per quella.Sono onorato, dovrei usare il tuo scritto ed inserirlo nel curriculum.. La cosa che più entusuiasma e mi dà più felicità è aver incontrato una bella persona come te, anzi un insieme di belle persone cos'ì affini elettivamente. Se penso infatti la più grande fortuna che abbiamo avuto tutti noi Merlines è quella di aver incontrato il sentimento più bello del mondo, una amicizia che riempie il cuore fatta di uomini tutti dalle qualità eccellenti.
    Lo dico con convinzione tutti i ragazzi sono da me considerati nell'insieme e singolarmente come una famiglia e dei fratelli, che si sono scelti per caso, per chi vuol credere al destino; se sono ancora a Bologna la cosa che mi fa sentire meno straniero o comunque più parte del tutto siete, anzi siamo noi.
    La canzone i merliners ha tutte le caratteristische per essere annoverato tra i bei" pezzi " della musica pop.
    E dico poco. Mi piace pensare che "Correremo per sempre insieme". Un abbraccio.

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