Il mio programmaAmici, compagni, Merliners tutti, gente di profondo e alto sentire. Pare che sia arrivato il mio momento, la storia, come dice qualcuno, mi chiama. Rispondo. Da tempo convinto che il micro sia l'esatta riproduzione del grande, anche a costo di non rispettare le proporzioni, o forse perché questa è un'uscita di comodo, e molto più facile, o forse perché quando ci si inoltra negli ampi spazi l'orientameto e la barra sono sempre più sfuggenti, o per qualunque altra ragione, fate voi, la mia candidatura si fonderà sulla nostra, esclusiva, e solo a noi nota esperienza. Di qui, poi, ed eventualmente, partirò per la lunga e faticosa cavalcata per la guida del Partito Democratico. Pur con tutti i distinguo e le debite questioni di misura, tuttavia c'è della verità in quella elementare constatazione: il nostro è un piccolo gruppo, ma dinamiche, umane in primis et in fundo, sono specchio di quelle della convivenza in una società.
E allora vado ad elencare, un po' a casaccio, ma perdonerete, sono di primo pelo. Facezie: sempre meglio cominciare da qui e comunque non meno importanti delle seriosità, anzi. La prima pagina! Ritengo che non solo a me, che ci vado ogni giorno ma anche a Shab che non ci va mai (dove cazzo sei?) sia venuto come dire a noia trovarsi a pochi centimetri dal naso le foto che paiono ineluttabili come una condanna e che accampano inesorabili sullo schermo. Non se ne può più. Allora, al primo punto, la rimozione immediata e la relegazione in uno spazio apposito, che uno ci va solo se decide.
Poi. Chi di voi, come me, quando vuole entrare per postare un commento, si trova davanti ad un tortuoso percorso che funziona con i seguenti passaggi: loading ( e scrivo loading) non è stato possibile inoltrare il tuo messaggio riprova ( e riprovo) di nuovo dice che non va bene e poi, dopo due o tre altri tentativi, compare la misteriosa e arcana parola shulseen o behredof o vuelsen ( e io che sono debole di vista la digito spesso sbagliando)?. Ecco, anche questa tortura dovrà prima o poi finire. Effettivamente non ne abbiamo mai parlato e due allora sono le ipotesi che vengono alla mente: o capita solo a me oppure siamo tutti dei masochisti. Ecco, anticipando un po' il nocciolo del mio programma politico direi questo: smettiamola di farci del male. Altrimenti smergiunft crapfotz tenutszt.
Altri miglioramenti tecnici di impaginazione si possono poi fare: ad esempio era molto bella la sezione dei profili con foto e scheda tecnica. Dove è andata a finire? Perché è stata tolta con un gesto di imperio e senza giustificazione? Non piaceva? E' stato un incidente? Lo si dica, si scriva un post a rendere conto. Ecco, amici e compagni, dove voglio arrivare, ecco la ragone profonda di questa mia uscita annunciata. Candidarsi deriva da candido, e io qui voglio, provo ad esserlo. C'è ancora troppo silenzio. Quei commenti scarni (che però per fortuna ci sono e io godo come un riccio sempre, anche di una riga), ma soprattutto quei non commenti, quel numero zero davanti a chi si è speso in qualche modo, sono segno di mancanza di attenzione, sono segno di debolezza, sono segno che questo blog non è percepito come un'opportunità straordinaria di crescita, sì, anche personale quale in realtà è. Anche se si hanno moglie figli lavoro balle girate meglio da fare problemi vari. Ho carpito l'altra sera l'idea che, per qualcuno, ci siano alcuni di noi che scrivono in modo verboso e un po' barocco, e questo creerebbe una sorta di complesso, tarperebbe la voglia di rendere il blog luogo di svago, presenza giocosa nella nostra vita. Ma chi non vuole questo? E' che io o altri scriviamo un po' così: non ti piace, ti sta sul culo, ti infastidisce?. Ma dillo! Tu non sai quale piacere mi fai se me lo dici, nel senso che mi hai detto una cosa, mi hai detto una cosa! Non quello zero che parla lo stesso, quel rumoroso vuoto che mi fa pensare chissaché! Poi ci sarebbe la questione di chi non ha confidenza con lo scrivere: ma anche qui, vivvaddio, volete che non capisca che tra i Merliners c'è chi fa i mestieri più disparati e che l'esercizio della scrittura sia qualcosa che solo pochi, per attitudine o per mestiere, si possono permettere di coltivare? Ma è proprio questo il bello del blog: è il bar sul computer, è il giovedì sera che si prolunga negli altri giorni della settimana, sono le nostre voci che si fanno segni. Chissene frega se sbagliamo i congiuntivi, se diciamo cose non originali e non pensiamo che quel che diremo non è importante: lo è sempre, da quasisasi cazzata può nascere qualcosa, è dai diamanti che non nasce niente (stronzo, sborone, fa' le citazioni colte..). Non voglio appesantire e tante volte mi è capitato che a difendere una causa l'effetto sia stato quello opposto: muro, non recapitato, riprova ancora. Come devo dirlo allora? Ditaccosempre si presenta alla segreteria del Partito Democratico solo a patto che il dibattito sia più ampio e articolato, che le cazzate fiocchino come neve a Stoccolma o come la pioggia cade in Bretagna, che gli interventi siano numerosi su ogni questione dello scibile perché solo così possiamo capirci qualcosa di questo maledetto scibile. E' un problema solo mio? Che io abbia qualche problema, ve lo dichiaro qui prima di combinare qualche guaio, è abbastanza vero. Ma cazzo, solo io ce li ho? Voi siete così riparati? No, di certo e di certo li sublimerete in qualche altro modo e ci mancherebbe altro. Ma come non pensare che un luogo di incontro non sia davvero un arricchimento? Perché il giovedì sì e gli altri giorni no? Esponiamoci senza paura, nulla è peggio della presunzione o dell'illusione di non aver niente da dire: qualcosa la
si dice sempre, anche stando zitti.
E poi la libertà. La cosa più bella e pericolosa. Perché è talmente alto, questo bene, che usarlo è difficile, anche se tutti pensano di saperlo fare. Nei Merliners è invalsa un po' la tendenza a farsene paladini: noi siamo liberi, quegli altri no. Noi siamo dalla parte del giusto, quegli altri no. Chi quegli altri? Quelli che non la pensano come noi. Io Ditaccosempre, nell'ufficializzare la mia candidatura (stavo per dire la mia discesa in campo, ma poi un'inibizione mi ha paralizato) dichiaro solennemente che questa abitudine a pensarla così è un po' presuntuosa e un po' ridicola. Che gente bella, aperta e intelligente come noi non può non rendersi conto di questo, che
non esistono solo le nostre idee e posizioni, ma che anche altre, che non ci piacciono, che fanno incazzare, che detestiamo, hanno diritto ad esistere e legittimità ad esprimersi. Io che voglio andare a mangiare i funghi a Camugnano perché ne ho una voglia immensa non potrò non protestare se la maggioranza deciderà di andare a mangiare il pesce a Cesenatico: poi ci andrò e abbasserò il capo se la maggioranza di noi avrà voglia di mare, ma la voglia di montagna a me resterà. E che non si può pretendere se ogni tanto, lungo il tragitto che allegramente imboccheremo sull'Adriatica, mugugnerò e romperò i coglioni perché il porcino malefico non riesco a dimenticarlo. Ecco, compagni e amici, io su questo punto ho parecchi dubbi: tra questi quello di non sapere veramente cosa voglio dire. Ma sento così e forse questa lunga sbrozzata mi è servita, tra le tante cose (e scusatmi e perdonatemi) per dire questo, alla fine: che voglio essere libero di dire, anche se magari quel che dico non piace o non è ritenuto corretto. E che vorrei
che così fosse per tutti.
Quindi, forse, un segretario così tentennante non è esattamente quello che ci vuole a un Partito che le idee, invece, le deve avere piuttosto chiare: pensiamoci, allora, all'ipotesi di presentare un segretario così prima di lanciarlo nella mischia.