IL BLOG DEI MERLINERS



mercoledì 18 marzo 2009

Fenomenologia di un pezzo di gnocca

(Raccogliendo l'invito a parlar d'altro, posto un po' vergognoso ed incurante delle conseguenze, ma quando ce vò, ce vò)

Sublime sapendo di esserlo, irrompe tutte le domeniche nelle case degli italiani con voce stridula e melliflua insieme. Passa come un uragano e sono tipicamente italiche le reazioni che la accolgono, nel senso della finzione, della falsa indifferenza, del tacere un'evidenza, doti innate e secolari che l'anima latina maschile sfodera davanti alla bellezza femminile. D'altra parte cosa fare? Quand'anche non ci fossero vicino mogli, suocere, figli, nipoti, bisnipoti, nei casi nemmeno così rari in cui l'uomo (e vorrei vedere un finlandese, poi) è da solo di fronte allo schermo, che cosa dovrebbe egli fare? Cosa pensare? Lei comunque tutto questo sembra saperlo molto bene, anche lei latina, lei donna senza altre attribuzioni, o se proprio si vuole, donna delle donne. Qualcuno d'altronde lo dovrà pur fare, lo sporco lavoro, penserà... Qualsiasi cosa passi per quella mente inafferrabile, femminea e perciò insondabile, noi ben sappiamo cosa ci passa davanti agli occhi: tacchi a spillo che la ergono a statua irraggiungibile, scollature che turbano profondamente, ammiccamenti mozzafiato e ingenui, sorrisi provocanti e innocui. Quella faccia e quell'espressione da bambina, così adatta, così opportuna, così telegenica è in realtà, come ogni maschio sa benissimo, la pista di lancio di ogni pensiero più turpe. Il canale che separa i suoi seni, tracciato quasi con il lapis, vale molto di più di qualsiasi visione integrale di donna che voglia mostrarsi. Lei si mostra attaverso il celato. Noi cerchiamo di celare l'impulso, faticando a riuscirci. Sbalordiamo infatti di fronte al tanto, alla prorompenza, alla pienezza di quel corpo. Di quelle spalle, da cui hanno origine i seni mirabolanti. Qualunque sia l'abito che li raccoglie, e che sapientamente muta tutte le settimane, seguendo un copione fantasmagorico nei colori, nei generi, nelle scollature (e come fa e farebbe ogni donna al posto suo), qualunque sia la forma e il tessuto di ciò che ha scelto di far reggere, le boccie appaiono sempre diverse, capaci delle modulazioni figurative e delle armonie carnali più disparate. Più che collegate al collo, esplodono dal torace, dolci colline dopo la creazione, vertiginoso e insieme morbido digradare verso la
pianura.
E' anche intelligente, una Giunone con la testa di Atena, e questo intriga o fa perdere la bussola. Non teme nessuno, e questo intimorisce ed eccita insieme. Calcola, questo è evidente. Lo sdoppiamento di comunicativa, daltronde, ne è una chiara dimostrazione: tanto è allusiva parlando di calcio, così è contenuta nel programma di attualità. Si osservino, se non si ha tempo o voglia da dedicare in più, i vestiti, il primo dei canali della comunicazione: castigati in uno studio, discinti in un altro. E' il contesto, si dirà, è la forma che così obbliga. Certamente, ma qui stiamo a fare ( per quel che si può) analisi di un protagonista dell'immaginario e se ne rintracciano i
segni. Ogni situazione richiede un portamento, un'espressione, una movenza. Fa bene a far così, merita che i suoi calcoli vadano a buon fine. Noi poi la guarderemo anche da vecchia, a parlare di quello che vorrà, coi segni della vita sulla faccia e le tette un po' cadenti..
Ma per rientrare nei ranghi e concludere riallacciando il filo che avvince la merlinità un po' sbavosa, diremo che l'Ilaria che guardiamo con più interesse è quella del contenitore più basso, più popolare, più intonato alle nostre corde. Quella con le spalle nude e luccicanti e non quella con le sciarpe al collo. Di lei e con lei e da lei guidati possiamo soltanto immaginare, commentare, ridere anche.

7 commenti:

  1. caro ditaccosempre ho girato il tuo post all'indirizzo email di Ilaria d'Amico a La7....vediamo che succede

    RispondiElimina
  2. PER ILARIA

    Ilaria, ti sposti e crei vuoto d’aria
    Demoniaca e mineraria
    Angelica e rivoluzionaria
    Sorte mordace e contraria
    Poster di vita sedentaria
    Farfalla che spicca il volo temeraria
    E i discepoli di Merlino come processionaria
    tanti sogni in fila per l'Ilaria.

    RispondiElimina
  3. Che dire!
    Ditaccosempre si è ormai evidentemente ispirato allo stile di una chiesa fattaci scoprire in quel di Roma dal buon Tomaszewski:barocco ed essenziale, senza cadere nella trappola dell'eccessiva verbosità ma evidendo anche l'estrema sintesi che fa sembrare ogni discorso un SMS.
    Può con eguale maestria illustrarvi un piano programmatico per la sinistra o la soavità delle curve di Ilariona nostra.

    RispondiElimina
  4. se questo è il risultato son ben felice di aver gettato il sasso nello stagno.
    Che sublime Immagine..Gia sento un filo di bavetta rigarmi il mento

    RispondiElimina
  5. Io Ilaria non la vedo desumo che ciò accada in quanto non ho sky o forse fa anche altri programmi su reti in chiaro, boh non so.

    So comunque che che la suddetta è sicuramente una bella donna e mi rendo anche conto che da tutta la bava che sciate vi ha tutti trasformati tutti in ..Lumaconi..

    Per il Conte tutto ciò non è possibile almeno non verso una semplice immagine televisiva, pur mantenendo integra la citata merlinità del gruppo, in questo un pò mi distinguo..

    Parafrasando tal Ibra che ad un avversario in campo cos'ì si rivolse " Tu corri, io gioco" tal quale mi verrebbe da dire " Voi sognate io trom..."

    Vogliate perdonare O merliners, un pò di vanagloria.. a stasera...

    RispondiElimina
  6. Questa volta sono d'accordo con il Conte...
    Anche solo per rimanere in un'innocenza voyeristica, come barattare un'immagine veicolata attraverso il video con la meravigliosa sensazione di libertà complice e di vitalità che noi stessi abbiamo sperimentato guardandoci intorno, da maschi ormai maturi e saturi, nelle vie ventose ed allegre di Roma, osservando giovani donne in fiore e cercando in ognuna di esse la nostra ragazza del Portico d'Ottavia, sia che ella leggesse Camus o che camminasse allegra e inconsapevole del nostro platonico (mica tanto) apprezzamento.

    Garota de Ipanema
    (A.C Jobim, V. De Moraes)

    Guarda che cosa bella
    piena di grazia
    è lei, la ragazza
    che sta passando
    dondolandosi dolcemente
    camminando verso il mare

    Ragazzina dal corpo dorato
    dal sole di Ipanema
    il suo dondolio
    vale più di una poesia
    è la cosa più bella
    che ho mai visto passare

    Ah, perché sto così solo
    ah, perché tutto è così triste
    ah, la bellezza che esiste

    La bellezza che non è solo mia
    anche lei passa da sola

    Ah, se lei sapesse
    che quando passa
    il mondo sorride
    si riempie di grazia
    e diventa più bello
    a causa dell'amore

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.