Visto che poi il tempo passa sempre più inesorabile e la memoria con l'avanzare dei giorni si fa sempre più labile, bene ha fatto l'anonimo compilatore a richiamare uno dei capisaldi della convivenza merliniana da che esiste il blog come specchio dei nostri vizi manifesti e delle nostre saltuarie virtù. Che pur ci sono e che andrebbero dovutamente segnalate. Il concorso Buon Samaritano era stato da me lanciato agli albori del nostro pubblico apparire e, dopo un inizio col botto, in cui ci si sgomitava per elargire leccornie e tipici prodotti dei luoghi visitati dai Merliners, festeggiare sontuosamente compleanni e ricorrenze varie, ha perso a poco a poco lo smalto brillante per diventare blando riferimento a qualcosa di bello che c'è stato e che non c'è più. Non so quanto questo nobile tentativo sia in grado di rianimare i bei tempi andati. Raccolgo tutte le mie facoltà mnemoniche e, come un cieco, ricordo. Ad un certo punto di quella entusiasmante stagione e in modo del tutto sorprendente il punteggio maggiore sembrava appartenere al Toma: la mezza caciotta con la quale aprì la stagione invernale, una torta squisita per celebrare degnamente i suoi non più verdi anni, bastavano da sole a fargli guadagnare una posizione di rilievo. Il viaggio dei tre Merliners attraverso i Balcani fu occasione per rintontirsi di liquore forte e dagli effetti sinceri. Davvero speciale, di una delicatezza che ancora il palato rimpiange, la grappa portata (all'alloro?) da Alessio in giorni ormai lontani, deliziosa la "Fregoloni" e il vinello delicato omaggiati da Ditaccosempre dopo un suo soggiorno in montagna. Gesti semplici, che aiutavano a stare bene. Nella scia di questa generosità mai dovuta, spontanea e sincera mi viene in mente un dolce vecchio e gibbuto, che riposava al bancale di Damiano da qualche settimana, che il Conte volle offrire con una classe che solo lui ha e che ci fece apprezzare la muffa miracolosamente tramutatasi in crema. D'estate, poi, una sera arrivò Carlide con un'anguria che rinfrescò l'afa, le nostre gole e i nostri spiriti. Più in là nel tempo si ricorda uno spumante stappato da Pierpaolo. Di recente, come non appaludire all'ospitalità di Tonino in quella bella serata a casa sua, quelle anguille, quell'accoglierci con tutti i crismi, prima di tutti quello del cuore. Non per vanto ma per pura cronaca, si deve constatare che l'ultimo gesto degno del nome di Buon Samaritano è il biscione duro e salatissimo che il sottoscritto ha portato daValencia, nella serata in cui si dovevano assaggiare le varie specialità dei posti di vacanza dei Merliners e che non sono, ahinoi, mai arrivate. Non so se ho colpevolmente saltato qualche passaggio: chi ha da rivendicare qualcosa, mi raccomando, lo faccia notare. Non so se riusciremo a ripartire: so che a me quei momenti mancano molto.
lunedì 21 settembre 2009
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