Ai pigri Merliners che non siano stati raggiunti dalla "querelle" vorrei raccontare che il nostro Peppino, stimolato da un pessimo editoriale di Piero Ostellino sul "Corriere della Sera", ha intrecciato una lunga polemica epistolare con il famoso elzevirista.
Polemica, che, lo dico senza alcuna ironia e con grande ammirazione, ha visto Peppino asfaltare letteralmente l'esimio giornalista, stringendolo all'angolo ed irritandolo con argomentazioni serratissime e assolutamente pertinenti, condite da citazioni assolutamente favolose.
Se qualcuno di voi fosse interessato alla lettura dei testi di questa polemica sono in grado di fornirglieli.
Povero Ostellino, non sapeva cosa significa mettersi in polemica con un Merliner. Secondo me è dovuto ricorrere a qualche consulenza quando il Pep gli ha controbattuto che:
"la Prasseologia di Ludwig von Mises: "L'azione umana è necessariamente sempre razionale" non porta in nuce i germi di quel relativismo oggi condannato dalla nomenklatura italiana in nome del dio Tevere?"
Nel corso della polemica si poteva cogliere nelle risposte di Ostellino lo sgomento e la crescente volontà di sottrarsi al confronto. Nella sua mente si faceva strada, sempre più, la martellante domanda: "Ma chi cazzo me lo ha fatto fare di mettermi a discutere con questo qui?"
A tutti noi non può che tornare alla memoria l'espressione di Beppe Palombelli quella volta che ....
Grande Peppino!!!!
martedì 3 marzo 2009
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Ovviamente ho seguite la querelle e ne ho già parlato con Peppino. L'insegnamento da trarre è che spesso siamo noi stessi a sopravvalutare alcuni inutili "intellettuali terzisti" e quindi a concorrere al loro successo. Una volta incalzati da chi ne sa un po' più di loro, cioè una volta spinti al contradditorio, emerge in tutta evidenza la loro pochezza. D'altra parte l'editoriale di Ostellino da cui è partita la polemica di Peppino, è a dir poco imbarazzante nella sua bugiarda ovvietà.
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