Tredicesima Partita
Sui gradini un manipolo sparuto
si riscaldava di se stesso.
E quando
- smisurata raggiera – il sole spense
dietro una casa il suo barbaglio, il campo
schiarì il presentimento della notte.
Correvano sue e giù le maglie rosse,
le maglie bianche, in una luce d’una
strana iridata trasparenza. Il vento
deviava il pallone, la Fortuna
si rimetteva agli occhi la benda.
Piaceva
essere così pochi intirizziti
uniti,
come ultimi uomini su un monte,
a guardare di là l’ultima gara.
Umberto Saba
Trovo il livello di questo Blog un po' troppo alto, per fortuna ci sono io che posso farlo scadere un po' come faccio sul campo.
RispondiEliminaLa luce di iridata trasparenza potrebbe essere attribuita all'illuminazione del Dopolavoro notoriamente scadente, ma il fatto che l'Autore si dilunghi su personaggi che corrono su e giù fa immediatamente intuire che non si riferisce ad alcuna partita dei Merliners.
Se volessimo trarre un film da queste parole la parte dello sparuto manipolo lo farei comunque interpretare a quelli dell nove e mezzo anche se invece che su dei gradini si scaldano dietro la porta ed in mezzo ai piedi.
La storia della Fortuna e del vento è la solita scusa degli sconfitti come direbbe il nostro grande Lucianone Moggi.
E visto che si citano grandi firme saluterò con uno
State Benone
come farebbe il Civ