BUTTO Lì IL PRIMO LISTONE: QUELLO DELLE GUIDE SPIRITUALI DEL BLOG.
A CASACCIO IO DICO OSVALDO SORIANO, BEPPE VIOLA, SANDRO CIOTTI TRA QUELLI ANDATI, IL PORTIERE CHILAVERT TRA QUELLI ANCORA QUI. SI ASPETTANO CONTRIBUTI.
Proviamo a pensare per categorie. Io mi occuperei di quelli che il Merliners lo avrebbero potuto allenare, chi per ragioni tecniche, chi per ragioni di tasso alcolico. Come potrete vedere, in molti casi entrambe le condizioni vengono rispettate.
In ordine sparso:
a) Manlio Scopigno b) Nereo Rocco c) Osvaldo Bagnoli d) Nils Liedholm e) Rinus Michels
Con ognuno di questi alla guida dei Merliners avremmo senz'altro raggiunto almeno i quarti di Coppa Uefa, anche se non avremmo potuto giocarli causa cirrosi epatica.
Lasciatemi citare, infine, quelli che considero due grandi uomini di sport e due grandi saggi. Il primo è Alfredo MArtini, gregario di Coppi, scopritore di Gimondi e Commissario tecnico della Nazionale italiana di ciclismo. Il secondo è Julio Velasco, che cita a memoria Julio Cortazar.
Non dimenticherei, inoltre, tra i grandi maestri della scrittura sul calcio il grande Edoardo Galeano, che può ben essere annoverato tra le guide spirituali dei Merliners.
Errata Corrige. Tolgo dalla lista Rinus Michels, perchè, nonostante la tolleranza per le attività sessuali e gli altri bagordi, il calcio totale all'olandese sarebbe sicuramente indigesto per il Coce, che non durerebbe nemmeno gli attuali sette minuti di autonomia.
Discorso sobrio, misurato, mai abbandonato alla retorica come pure avrebbe benissimo potuto fare e come molti si aspettavano (anch'io, confesso), discorso essenziale, asciutto, veramente presidenziale. Eppure discorso bellissimo lo stesso: il tono, lo spirito, le parole semplici. Pace, dialogo, solidarietà. E Aretha Franklin a cantare la libertà. Tutte cose con le quali siamo cresciuti e che avevamo fatto presto a considerare illusioni beotiche, favole che non succedono nel mondo dei grandi. E adesso lì, davanti a quella folla sterminata. E' tutta una burla? E' buonismo veltroniano crederle vere? Può darsi, non lo so, so solo che se non coltiviamo e crediamo a questi sogni cosa ci resta?
non ho ben capito cosa intendi per guide spirituali, ma tra quelli che ricordo sempre con affetto c'è Gaetano Scirea
RispondiEliminaIl primo nome che mi viene in mente in questi giorni è quello di Gigi Riva..
RispondiEliminaA me piace "pensare con i piedi" com Soriano.Due piedi i quali hanno la fantasia e la creatività che mancano a tante teste di cazzo.
RispondiEliminaProviamo a pensare per categorie. Io mi occuperei di quelli che il Merliners lo avrebbero potuto allenare, chi per ragioni tecniche, chi per ragioni di tasso alcolico. Come potrete vedere, in molti casi entrambe le condizioni vengono rispettate.
RispondiEliminaIn ordine sparso:
a) Manlio Scopigno
b) Nereo Rocco
c) Osvaldo Bagnoli
d) Nils Liedholm
e) Rinus Michels
Con ognuno di questi alla guida dei Merliners avremmo senz'altro raggiunto almeno i quarti di Coppa Uefa, anche se non avremmo potuto giocarli causa cirrosi epatica.
Lasciatemi citare, infine, quelli che considero due grandi uomini di sport e due grandi saggi. Il primo è Alfredo MArtini, gregario di Coppi, scopritore di Gimondi e Commissario tecnico della Nazionale italiana di ciclismo.
Il secondo è Julio Velasco, che cita a memoria Julio Cortazar.
Non dimenticherei, inoltre, tra i grandi maestri della scrittura sul calcio il grande Edoardo Galeano, che può ben essere annoverato tra le guide spirituali dei Merliners.
Errata Corrige.
RispondiEliminaTolgo dalla lista Rinus Michels, perchè, nonostante la tolleranza per le attività sessuali e gli altri bagordi, il calcio totale all'olandese sarebbe sicuramente indigesto per il Coce, che non durerebbe nemmeno gli attuali sette minuti di autonomia.
Discorso sobrio, misurato, mai abbandonato alla retorica come pure avrebbe benissimo potuto fare e come molti si aspettavano (anch'io, confesso), discorso essenziale, asciutto, veramente presidenziale. Eppure discorso bellissimo lo stesso: il tono, lo spirito, le parole semplici. Pace, dialogo, solidarietà. E Aretha Franklin a cantare la libertà. Tutte cose con le quali siamo cresciuti e che avevamo fatto presto a considerare illusioni beotiche, favole che non succedono nel mondo dei grandi. E adesso lì, davanti a quella folla sterminata. E' tutta una burla? E' buonismo veltroniano crederle vere? Può darsi, non lo so, so solo che se non coltiviamo e crediamo a questi sogni cosa ci resta?
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