Ci sono arrivato ma forse, spero di aver fatto meno fattica di Vito, visto che non c'è ancora traccia di lui. Scrivetemi se ha vinto almeno Vito stasera.
beh.. nessuno commenta la straordinaria vittoria della squadra che ha attaccato giovedì da sinistra a destra (dal punto di vista dell'entrata al pallone)e che trascinata da un superlativo "sheva" De Paola (una doppietta per lui). Nonostante la patetica antisportività degli avversari e la giornata pessima di De Paola senior, il risultato finale è inequivocabile: un 6 a 3 che non ammette repliche. Su tutti un uomo: il Coceancig, guizzante e fantasioso come nei suoi giorni migliori. A lui un 8, a tutti voi una pernacchia!
beh.. nessuno commenta la straordinaria vittoria della squadra che ha attaccato giovedì da sinistra a destra (dal punto di vista dell'entrata al pallone)e che trascinata da un superlativo "sheva" De Paola (una doppietta per lui). Nonostante la patetica antisportività degli avversari e la giornata pessima di De Paola senior, il risultato finale è inequivocabile: un 6 a 3 che non ammette repliche. Su tutti un uomo: il Coceancig, guizzante e fantasioso come nei suoi giorni migliori. A lui un 8, a tutti voi una pernacchia!
Bernardoni Baluardo di ogni difesa, deus ex-machina del giovedì sera, rappresenta da sempre colui che tutto tiene insieme: i soldi del fondo cassa, i mazzi del tresette, gli equilibri
interni al gruppo. E' veramente la storia del Merlino Football Club, lui che da noi arrivò nel modo più fortuito, portatoda tale Covili di cui si son perse le traccie. Da
quel lontano giorno sono sulle punta delle dita le assenze che gli sono annoverate. E certo ci smarriremmo senza. Dà sicurezza giocargli al fianco, lui difensore arcigno
che non disdegna la proiezione offensiva e neanche la porta. C'è stato un periodo, molto lontano in verità, in cui spesso gli giravano le balle. Ora è garanzia di nervi
saldi, sereno distacco dalle cose del mondo, pacatezza che vuol dire il contrario di arrendevolezza. Sempre di livello le sue prestazioni, combattente mai domo senza
farlo vedere. Di recente è spesso protagonista di una situazione curiosa: le balle, dicevamo, non gli giran più ma evidentemente sono molto grandi perché spesso
accade che il nostro venga colpito proprio lì. Ormai è un classico: Bernardoni si accascia, gli occhi fuori dalle orbite, un pallore all'inizio inquietante, un sorriso
stampato, stampalato e stralunato. Ricorda l'orso Yoghi, o quegli orsi bianchi che colpivamo da bambini coi fucili alle fiere e che poi si rialzavano baldanzosi.
Comunque assolutamente un orso.
Mastrilli Se Bernardoni l'orso, il nostro, con quel naso, cosa potrà ricordare? Il corvo, naturalmente, o l'avvoltoio. Qualunque uccello sia, certo è che è un uccello elegante,
molto elegante. Guardategli le spalle curve, che nascondono le ali e guardate come le dispiega quando vaga padrone per il campo. Posizione sempre perfetta, senso
tattico innato, controllore lucido di ogni situazione. E poi i cross! Che pennellate, che morbide rifinizioni, altro che Becham, e poi da ogni posizione, anzi più sono
lontane più sono precise. A volte poi tira sassate veramente imprendibili, dando vita a balistiche di davvero difficile comprensione umana, forse agli uccelli e alle loro
evoluzioni.
Podaliri Pezzo storico e pregiato anch'egli, di quelli della prima ora, unico portiere ad aver resistito e a resistere alle tentazioni dell'"oggi gioco fuori" e per più di due lustri e
mezzo inaffondabile custode delle porte del Dopolavoro. La sua divisa è ormai parte di quel paesaggio urbano, un arancione shocking e nero a righe, sormontata da
una maschera di plastica che molto gli dona: un sub praticamente, nel pallone senz'acqua. Generalmente costante nelle sue prestazioni, portiere possiamo dire
senz'altro di buon livello, dà il meglio di sé però in casi sporadici, in occasioni particolari: quando un qualcuno lo faccia arrabbiare. Se il Podaliri si incazza, infatti, si
trasforma in un polipo dalle tanti e lunghi tentacoli, in un leone che ruggisce nella foresta, in un celerino che reprime e non fa passare. Anche il volto muta
sorprendentemente: la maschera di plastica cede il passo alla maschera di ferro, e tutti lo temono. Dopo aver fatto parate strabilianti, aver volato laddove nemmeno lui
si sarebbe detto capace, aver respinto con piedi mani e a volte la lingua, giunge, inevitabile anche per lui, il momento di subirne un altro di goal. Ecco che in questi
frangenti il nostro diventa viola dalla rabbia, l'incazzatura raggiunge livelli astrali ed è bene non stargli vicino. Quasi sempre, anzi sempre, questi momenti sono molto
gustati dai compagni di gioco, il tutto però senza farsi vedere, col mezzo sorriso che incombe e preme e non si sa come cacciarlo via.
Vito Pienamente conscio del talento di cui lo ha dotato madre natura, lucra, ormai da anni, su una invidiabile tecnica individuale e su uno spietato senso del gol, mascherando un lento ma costante decadimento fisico. Rimane ancora aperta la questione se sia lui o lo splendido "Gerd" De Paola il top scorer, la scarpa d'oro del Merliner FC. Come tutti i grandi talenti, tuttavia, esagera in leziosità. Come il buon vecchio Eneas tende a tornare indietro per dribblare e ridlibbare l'avversario, con un fare vagamente irridente. Qualche volta capita, tuttavia, che si incarti da solo o che fallisca dei gol già fatti come solo lo "sciagurato Egidio" riusciva a fare. Attaccante di classe, non certo di potenza, i suoi compagni di squadra si sono ormai rassegnati a non vederlo che raramente nella metà campo difensiva. L'unica mossa difensiva realmente efficace per bloccare questo funambolico attaccante è quello di inserirlo in squadra con Mastrilli ... In quel caso, dall'empireo dei grandi, dalle sublimi vette toccate solo da Garrincha, si trapassa al rendimento di uno svogliato e svagato Darko Pancev, di un Adriano intriso di saudade e di birra, di un Borg dopo la curà Berté. Il ragazzo (lo si vede già in campo) sta pensando al suo futuro dopo aver appeso gli scarpini al chiodo. In effetti, la sua vena sarcastica e polemica nei confronti di chiunque abbia composto le squadre fa intravedere un brillante futuro da commentatore sportivo, partecipante fisso ai salotti del calcio, assiso alla destra di Biscardi.
Grande Shahab dopo tutta l'esperienza che ti stai facendo con il tecnico informatico mi domandavo che cosa aspettavi ad entrare!
RispondiEliminabeh.. nessuno commenta la straordinaria vittoria della squadra che ha attaccato giovedì da sinistra a destra (dal punto di vista dell'entrata al pallone)e che trascinata da un superlativo "sheva" De Paola (una doppietta per lui). Nonostante la patetica antisportività degli avversari e la giornata pessima di De Paola senior, il risultato finale è inequivocabile: un 6 a 3 che non ammette repliche. Su tutti un uomo: il Coceancig, guizzante e fantasioso come nei suoi giorni migliori. A lui un 8, a tutti voi una pernacchia!
RispondiEliminabeh.. nessuno commenta la straordinaria vittoria della squadra che ha attaccato giovedì da sinistra a destra (dal punto di vista dell'entrata al pallone)e che trascinata da un superlativo "sheva" De Paola (una doppietta per lui). Nonostante la patetica antisportività degli avversari e la giornata pessima di De Paola senior, il risultato finale è inequivocabile: un 6 a 3 che non ammette repliche. Su tutti un uomo: il Coceancig, guizzante e fantasioso come nei suoi giorni migliori. A lui un 8, a tutti voi una pernacchia!
RispondiEliminaBernardoni
RispondiEliminaBaluardo di ogni difesa, deus ex-machina del giovedì sera, rappresenta da sempre colui che tutto tiene insieme: i soldi del fondo cassa, i mazzi del tresette, gli equilibri
interni al gruppo. E' veramente la storia del Merlino Football Club, lui che da noi arrivò nel modo più fortuito, portatoda tale Covili di cui si son perse le traccie. Da
quel lontano giorno sono sulle punta delle dita le assenze che gli sono annoverate. E certo ci smarriremmo senza. Dà sicurezza giocargli al fianco, lui difensore arcigno
che non disdegna la proiezione offensiva e neanche la porta. C'è stato un periodo, molto lontano in verità, in cui spesso gli giravano le balle. Ora è garanzia di nervi
saldi, sereno distacco dalle cose del mondo, pacatezza che vuol dire il contrario di arrendevolezza. Sempre di livello le sue prestazioni, combattente mai domo senza
farlo vedere. Di recente è spesso protagonista di una situazione curiosa: le balle, dicevamo, non gli giran più ma evidentemente sono molto grandi perché spesso
accade che il nostro venga colpito proprio lì. Ormai è un classico: Bernardoni si accascia, gli occhi fuori dalle orbite, un pallore all'inizio inquietante, un sorriso
stampato, stampalato e stralunato. Ricorda l'orso Yoghi, o quegli orsi bianchi che colpivamo da bambini coi fucili alle fiere e che poi si rialzavano baldanzosi.
Comunque assolutamente un orso.
Mastrilli
Se Bernardoni l'orso, il nostro, con quel naso, cosa potrà ricordare? Il corvo, naturalmente, o l'avvoltoio. Qualunque uccello sia, certo è che è un uccello elegante,
molto elegante. Guardategli le spalle curve, che nascondono le ali e guardate come le dispiega quando vaga padrone per il campo. Posizione sempre perfetta, senso
tattico innato, controllore lucido di ogni situazione. E poi i cross! Che pennellate, che morbide rifinizioni, altro che Becham, e poi da ogni posizione, anzi più sono
lontane più sono precise. A volte poi tira sassate veramente imprendibili, dando vita a balistiche di davvero difficile comprensione umana, forse agli uccelli e alle loro
evoluzioni.
Podaliri
Pezzo storico e pregiato anch'egli, di quelli della prima ora, unico portiere ad aver resistito e a resistere alle tentazioni dell'"oggi gioco fuori" e per più di due lustri e
mezzo inaffondabile custode delle porte del Dopolavoro. La sua divisa è ormai parte di quel paesaggio urbano, un arancione shocking e nero a righe, sormontata da
una maschera di plastica che molto gli dona: un sub praticamente, nel pallone senz'acqua. Generalmente costante nelle sue prestazioni, portiere possiamo dire
senz'altro di buon livello, dà il meglio di sé però in casi sporadici, in occasioni particolari: quando un qualcuno lo faccia arrabbiare. Se il Podaliri si incazza, infatti, si
trasforma in un polipo dalle tanti e lunghi tentacoli, in un leone che ruggisce nella foresta, in un celerino che reprime e non fa passare. Anche il volto muta
sorprendentemente: la maschera di plastica cede il passo alla maschera di ferro, e tutti lo temono. Dopo aver fatto parate strabilianti, aver volato laddove nemmeno lui
si sarebbe detto capace, aver respinto con piedi mani e a volte la lingua, giunge, inevitabile anche per lui, il momento di subirne un altro di goal. Ecco che in questi
frangenti il nostro diventa viola dalla rabbia, l'incazzatura raggiunge livelli astrali ed è bene non stargli vicino. Quasi sempre, anzi sempre, questi momenti sono molto
gustati dai compagni di gioco, il tutto però senza farsi vedere, col mezzo sorriso che incombe e preme e non si sa come cacciarlo via.
Vito
RispondiEliminaPienamente conscio del talento di cui lo ha dotato madre natura, lucra, ormai da anni, su una invidiabile tecnica individuale e su uno spietato senso del gol, mascherando un lento ma costante decadimento fisico.
Rimane ancora aperta la questione se sia lui o lo splendido "Gerd" De Paola il top scorer, la scarpa d'oro del Merliner FC.
Come tutti i grandi talenti, tuttavia, esagera in leziosità. Come il buon vecchio Eneas tende a tornare indietro per dribblare e ridlibbare l'avversario, con un fare vagamente irridente.
Qualche volta capita, tuttavia, che si incarti da solo o che fallisca dei gol già fatti come solo lo "sciagurato Egidio" riusciva a fare.
Attaccante di classe, non certo di potenza, i suoi compagni di squadra si sono ormai rassegnati a non vederlo che raramente nella metà campo difensiva.
L'unica mossa difensiva realmente efficace per bloccare questo funambolico attaccante è quello di inserirlo in squadra con Mastrilli ...
In quel caso, dall'empireo dei grandi, dalle sublimi vette toccate solo da Garrincha, si trapassa al rendimento di uno svogliato e svagato Darko Pancev, di un Adriano intriso di saudade e di birra, di un Borg dopo la curà Berté.
Il ragazzo (lo si vede già in campo) sta pensando al suo futuro dopo aver appeso gli scarpini al chiodo. In effetti, la sua vena sarcastica e polemica nei confronti di chiunque abbia composto le squadre fa intravedere un brillante futuro da commentatore sportivo, partecipante fisso ai salotti del calcio, assiso alla destra di Biscardi.
Analisi perfetta, ritratto lucido e molto molto divertente
RispondiEliminaNon so se qualcuno ha notato la finezza, ma Vito è l'unico la cui scheda è intestata al nome, alla maniera brasiliana ...
RispondiEliminaS poi qualcuno trovasse anche un bel soprannome ...