domenica 18 gennaio 2009
beh.. nessuno commenta la straordinaria vittoria della squadra che ha attaccato giovedì da sinistra a destra (dal punto di vista dell'entrata al pallone)e che trascinata da un superlativo "sheva" De Paola (una doppietta per lui). Nonostante la patetica antisportività degli avversari e la giornata pessima di De Paola senior, il risultato finale è inequivocabile: un 6 a 3 che non ammette repliche. Su tutti un uomo: il Coceancig, guizzante e fantasioso come nei suoi giorni migliori. A lui un 8, a tutti voi una pernacchia!
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Il solito esagerato! Gira la voce che l'ultimamente fai i gol solo con le mani! è vero ?
RispondiEliminaMagnocavallo
RispondiEliminaFornito di un paio di gambe lunghe come trampoli, risulta essere giocatore essenziale per gli schemi modulari che si sono naturalmente imposti negli ultimi tempi tra i Merliners e che possono venire sommariamente definiti "correte voi che siete giovani". Lui stesso protagonista di una trasformazione straordianaria: da pippa assoluta a più volte vincitore del titolo "man of the match". Come spiegare il passaggio? Certamente l'infortunio molto serio dal quale il nostro proveniva offriva una percezione assolutamente parziale e bugiarda. Ma, riteniamo, la ragione principe della sbalorditiva evoluzione deve individuarsi nella perseveranza, nello spirito di abnegazione e nella generosità senza pari che Magnocavallo adopera ogni qualvolta scende in campo. Di norma le sue partenze sono lente e assente potrebbe presentarsi a chi non lo conoscesse: è intorno al quattordicesimo minuto che la macchina di tanti e dinocolati elementi costituita inizia pian piano a mettersi in moto: ecco che il Magno cresce azione dopo azione, salta più in alto di tutti, recupera in modo formidabile, si propone all'attacco senza paure di sorta. A volte segna, e abbracciarlo sorge spontaneo.
Coceancig
Calciatore poliedrico, assume in sé i tratti scaturiti dalla mescolanza del genio slavo e la paciosa inoperosità di quelle genti. Ritenuto dal Podaliri quello con il tiro più velenoso, capace di prestazioni eccellenti alternate con altre ben più opache, è in assoluto il più imprevedibile e bizzarro della nostra squadra. Forse è nel passato la chiave di comprensione del mistero: scambiato da un club ad un altro per tre palloni e mezza forma di formaggio, mai valorizzato e mai riconosciuto nelle virtù tecniche che pure aveva, sbattuto a presidiare la difesa come riduzione del danno e per recuperare almeno in parte l'investimento, allora chissà una sorta di inconscia vendetta postuma quando sfodera prestazioni di vaglia e una conferma delle antiche intuizioni, a spiegare questa incostanza, quesi esiti oscillanti. Se dubbi ci sono sul come giocherà, sono del tutto assenti su cosa farà in partita: prima o poi infatti ecco puntuale arrivare la sua mossa preferita, la "superculata", capace di mandare per aria anche quattro avversari in un colpo solo. Collaudata la tecnica: il Coceancig, con movimento agli altri incoprensibile, si blocca all'improvviso, cementandosi quasi al terreno di gioco: a questo punto dirige il bacino in senso rotatorio distruggendo tutto e tutti e dando mostra di un culo di davvero impressionanti dimensioni.
Gatto
Giocatore massiccio e agile, difensore nel DNA, roccioso antagonista di qualunque attaccante gli si pari di fronte, molto difficile da superare, il Gatto, che domina la difesa come Cerbero le porte dell'Inferno, risulta riconoscibile, oltre che per le suddette caratteristiche, per la famosa frase "Oh no, non è possibile, un altro palo" che ripete instancabile tutte le volte che scende in campo. Spesso l'uscita verbale si giustifica (effettivamente la squadra con cui gioca coglie il metallo più di una volta), a volte è però stato sentito pronunciarla senza che alcun palo fosse stato colpito. Quel che è certo, il nostr dimentica di dire che quando la sua squadra coglie, poniamo, tre pali, gli avversari ne hanno colti come minimo sette. Non lo fa in cattiva fede. Gli specialisti ritengono che questa sia una disfunzione tipica dei giocatori di calcetto, ultraquarantenni, i quali frustrati da una settimana di piccole e grandi delusioni vengono a sublimare sul terreno di gioco, e le cose a loro sfavorevoli proprio non le vedono.
ha ragione shabbone. 'sti insegnanti non hanno un cazzo da fare e tempo infinito da sperperare...
RispondiEliminalavorano 18 ore in una settimana, 35 gli servono per dormire, 14 per mangiare, ad esser largo un paio di minuti per far l'amor... restano a disposizione 100 ore (CENTO ORE!)e 58 minuti per cazzeggiare!!!
Per Vito: con me sei stato comunque carino. In realtà a quel tempo fummo ceduti insieme dal San Lorenzo Isontino al Lucinico. Per te diedero 10 palloni, quando seppero che nel pacchetto c'ero anch'io ne tolsero due, totale 8 palloni dal Lucinico al San Lorenzo. Il mio valore di mercato era di MENO DUE PALLONI!!!
Di formaggio poi neanche l'ombra, l'odore sì, quello delle mie scarpette bullonate (trettari).
difficile il commento della partita di giovedì scorso....bravo Coce per essere uscito dall'empasse!
RispondiEliminaMi spiace solo che non hai fatto cenna ad un altra delle mie partite magistrali: terrore di tutti gli attaccanti e tranquillità per ogni portiere. Mi regalo un otto!
Vito sei un mito, nessuna descrizione poteva essere più azzeccata!
RispondiEliminahai toccato le mie corde emozionali.
No, guarda che oltre ai palloni qualcosa di commestibile c'era, magari avariato..
RispondiEliminaGrazie Luca per le per me toccanti parole. E' che questa cosa del blog è proprio bella, il fatto di incontrarsi, commentare cazzate e cose importanti, dilatare il giovedì in altri spazi
Compagno Luca sei proprio un romanticone.Ma hai ragione, vito è proprio bravo, peccato che lo mantteniamo noi.Sta a casa tre mesi e passa in estate,due settimane e passa a natale e fine anno,una settimana e passa a pasqua. Meno male che almeno è bravo ma tu però devi rinforzare le tue corde emozionali perchè la lotta è dura e non mi cadi sul sentimentalismi gratuiti.
RispondiEliminaattenzione al sentimentalismo! il pericolo è che Vito riesca a trascinarci tutti dentro l'insopportabile buonismo veltroniano!
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