Storia di una cartolina Raggiunto da questa faccia che non ricordavo, lo sguardo fiero, solo i capelli tirati su, la catena al collo e ovviamente il colore sgargiante della maglia a distinguerlo da un giocatore dell’est della nostra infanzia, mi avviluppo, come si aspetta il mittente anonimo e sogghignante, a ricostruire il percorso, e quindi la storia, di questa sconcertante cartolina. Giunta dentro una busta, con l’indirizzo preciso in una calligrafia elegante, segnata dal marchio “prioritarie” (fretta, addirittura nel farla giungere) e due francobolli originali della “Ceska Republika”, uno con indecifrabile soggetto evidenziato nelle sue parti significative ma per l’appunto incomprensibili in verde (vagone di treno con ai finestrini un uomo e una donna, sormontato da torre, ciminiera? Enigmi filatelici, simboli occulti, sarà quella la passione di quei matti di collezionisti), l’altro dal soggetto evidente ma all’interpretazione ancora più oscuro, un’aragosta arancione su campo bianco (si pescano le aragoste nella Repubblica Ceca? E dove, in quali laghi e fiumi che non conosco?). Comunque sia, la busta è inconfutabilmente ceca, viene da lì, da lì qualcuno l’ha spedita. Chi? Sul perché è inutile soffermarsi. Parte la ridda delle ipotesi. Tre gli indiziati. L’imprenditore, il viaggiatore auto commesso. Il bibliotecario in trasferta. L’amico più antico. Sul primo mi si formula il sospetto più forte: un giorno qui e un giorno lì, prende l’aereo come qualcun altro la bicicletta, il fatto di essere titolare di un’azienda a Belgrado me lo fa mettere in cima alla lista. Mi accorgo che è approssimazione culturale, mettere insieme capre e cavoli, che la distanza tra il Danubio e la Moldava (visto? Un fiume lo conosco) è, come dire, piuttosto considerevole. Ma tant’è, l’Est è sempre l’Est, blocco sovietico, paesi non allineati, anche se storie troppo diverse, unico calderone come risultato mentale. E’ poi maestro di contraffazione: una volta inserì una parte in un testo della Commissione Europea che esaltava la funzione educativa del rugby che a leggerlo non faceva una piega, perfetta sovrapposizione semantico lessicale capace di ingannare presidi di istituti superiori e convincerli a mandare loro insegnanti ad assistere ai Mondiali di quella disciplina. Sei tu? Del secondo sappiamo un po’ tutti che ha molto tempo a disposizione, l’Università dilapida i suoi fondi spedendo e ricevendo stagisti in età matura a scambiare esperienze nelle varie città europee, dando così la stura alle bordate invelenite di coloro che degli sprechi della pubblica amministrazione fanno il loro cavallo di battaglia politico, con vastissimo seguito di consenso. Tra un’amenità e l’altra, nella cittadella francese in cui trascorre i suoi ozi come Annibale a Capua, potrebbe benissimo aver spedito un qualche emissario nella città di Kafka a compiere per suo conto quel rito paradossale, sberleffo e sottolineatura insieme. E' lui, inoltre, il sacerdote della memoria collettiva, del nostro gruppo e di tutto il resto. Nulla gli sfugge, ogni discussione è alimento per il fuoco della sua passione: potrebbe essere questa occasione per rintuzzarlo, tenerlo vivo. Fu lui, d’altronde ad avvicinarmi la settimana successiva alla polemica e ad esprimermi la sua riconsiderazione della mia posizione, pur rimanendo anche lui ancorato alla vulgata delle anime belle, coloro che accusavo, al tavolo e sul blog, di non saper separare gli ideali dalla realtà. Calcisticamente parlando, naturalmente. Sei tu? Il terzo, anche se mi sembra la più remota delle ipotesi, fosse lui l’autore, glielo dico apertamente, mi aprirebbe il cuore in modo speciale: l’avesse fatto lui, si sfilerebbe un filo che l’età adulta c’ha messo su qualche nodo, ritorneremmo ragazzi ingenui e pronti ad abbracciare la vita, con tutti quegli scherzi, bravate, cazzate che tanto hanno caratterizzato la nostra adolescenza. La modalità: approfittando di un soggiorno culturale dell’amico che vive a Bruxelles, di un suo incontro con Kundera, con qualche giallista di quelle lande così feconde di storie, coinvolgendo anche lui per spirito di elezione. Dimmi, sei stato tu? Altre possibilità, francamente, non riesco a immaginarle. A pensarci bene però ne rimane un’ultima, e non è del tutto da scartare: i due Merliner con la barba, facce carbonare, che abbandonando i loro pargoli in braccio alle loro madri, partono in incognita su un treno della notte, il viso coperto per non farsi riconoscere e arrivano al confine intorno all’alba, acquistano la cartolina e la spediscono, ridendo per tutto i viaggio di ritorno.
budete muset přestat lámání míče.
RispondiEliminaKarel Poborsky
http://translate.google.it/#cs|it|
RispondiEliminaCompagni, il gioco si fa peso e tetro, comprate il mio didietro... Il mistero si infittisce, dopo post del genere. Non vorrete mica il seguito, vero?
RispondiEliminaAh, no, scusate, ho capito in ritardo, nessun mistero: smetterò di rompere le palle. Però, suvvia, qualcosina in più si poteva pur dire. E va beh, pazienza, si vede che c'avete cose più importanti da fare
RispondiEliminaMa no Ditacco... Spero di interpretare anche il pensiero di Coce, nel dirti che ti vogliamo bene per come sei, che non vorremmo mai che tu fossi diverso da come sei, e che qualsiasi invito tu riceva (anche di quel tenore) lo devi sempre intendere come circonfuso di affetto e stima. Per curiosità, che cazzo di traduttore usi? Come è venuta fuori quella frase sul tuo didietro, che, confermo, anche a volerlo vendere, non mi sembra facilmente collocabile sul mercato?
RispondiEliminasempre permalosino il nostro. e un po' ego.l'orgoglio ferito alle volte impedisce di leggere le cose come stanno.
RispondiElimina"budete muset přestat lámání míče" significa "smettete di rompermi le palle" e non "smetti di rompere le palle". Karel vuole semplicemente che si smetta di parlare di lui, si è ritirato e non vorrebbe più comparire sui tabloid di tutto il mondo. Io sono stato semplicemente il latore del suo messaggio e "messagger non porta pena..."
Anche io ti voglio bene Ditaccosempre, anzi, sempre più bene ma a differenza di Tomaszewski un po' diverso ti vorrei. Scherzoooooooooooooo... per l'amor di Dio scherzooooooooooo!!!!!!!!!!
eccomi, sono il Kaiser Souza dei soliti sospetti...il terzo incomodo...non potevo mancare al commento. Caro il mio ditaccosempre permalosetto se esistessero le giuste parole per esprimere quanto ti voglio bene sono sicuro che tu le sapresti trovare ma io no di certo per cui non ci provo neanche. Però so che è tanto.
RispondiEliminaSai che quasi quasi sono orgoglioso che tu mi abbia inserito in cima alla lista...l'associazione danubiana mi ha fatto viaggiare con la fantasia e chissà forse mi ha regalato spunti per prossime merliner-terapie da trascorre in barcone bici-munito con cui partire da Vienna e arrivare al Mar nero attraversando lentamente genti, grappe e terre balcaniche!!!
Ahimè non sono stato io a burlarti e comunque anche se fossi stato io direi la stessa cosa...ma perchè non provi a pensare all'ipotesi che hai scartato a priori???
alla prossima puntata...
Il fatto del giorno (del mese, dell'anno, del secolo?), contro ogni possibilità di smentita, è che il nostro caro Tomaszweski HA TOPPATO CLAMOROSAMENTE la citazione di Ditaccosempre e chiede " Come è venuta fuori quella frase sul tuo didietro?" C'è da prenderlo per il didietro per i prossimi dieci anni di Merliners!
RispondiEliminaAmici, queste dimostrazioni di affetto mi allargano il cuore e penso sia una gran fortuna avere amici come voi, sia che mi vogliano così come sono sia che mi vogliano diverso. Sul traduttore chiarisco l'equivoco: all'inizio, un po' tonto o preso dal gioco che mi sono creato nella mente e la cui soluzione ancora rimane, dopo questi interventi, per me lontana, pensavo che la frase fosse un indizio non collegato con il post successivo, quello del traduttore. Citavo allora il vecchio Guccini per rendere manifesto lo sbalordimento ulteriore nel quale ero caduto. Poi ho capito l'associazione e ho fornito la risposta impermalosita, come il bambino che vorrebbe scartare il regalo subito e lo rimproverano che deve aspettare Natale, dandogli la becchettata sulle mani. Rimane il fatto che l'enigma perdura e che ognuno dei tre potrebbe essere il mittente. Rimane il fatto che riusciamo ancora a divertirci con queste scemenze e questa è forse la cosa più bella
RispondiEliminaMuertem y danacion! M'è sfuggita la cita. Ad unica giustificazione posso allegare il seguente link.
RispondiEliminahttp://www.brasseriegeorges.com/
Avevo appena finito de magnà (parecchio) e beve (meglio me sento) a spese dell'Università Cattolica de Lione.
Všechno nejlepší k narozeninám Karel (30. března 1972)
RispondiEliminaDíky přátelé
RispondiElimina(K.P.)
Jsem vyšetřování
RispondiEliminaA Ditacco molti auguri per la sua indagine. Tuttavia, mi sembra molto rischioso mettere il naso in questioni che potrebbero aver coinvolto ex agenti del KBG o della Stasi. In quale intreccio internazionale si stanno infilando i Merliners? Chissà che tutta questa cosa non contenga un qualche messaggio trasversale....
RispondiEliminaPer tutti gli altri: piantiamola di utilizzare i traduttori, se non altro per il rispetto dovuto ad una lingua nella quale hanno scritto grandi come Hrabal, Kundera, Capek etc.
Che si abbia pietà almeno di loro.....
E poi, che tenerezza ricordare tra i cartoni animati della mia infanzia i tristissimi Gustavo e Baltazar, grigi prodotti del realismo socialista. Lo debbo dire, anche se verrò accusato di squallido filoamericanismo, a me piacevano i cartoon Hanna-Barbera.
這一切都開始在酒吧。姑娘們笑了起來。該表還
RispondiEliminaAbbiamo creato un mostro .....
RispondiEliminaТеперь все становится яснее
RispondiEliminasolar plexus som vinter kål invitasjon flattrykte regn
RispondiEliminaIl-ħati huwa innoċenti
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