IL BLOG DEI MERLINERS



lunedì 7 febbraio 2011

Miccoli, Merliners ad honorem?

Bello, bellissimo e autentico, in questo mondo di gesti studiati a tavolino, concordati con manager cialtroni, per tirare sull'ingaggio o per arruffianarsi una nuova piazza.
Miccoli, salentino, giocatore del Palermo, ma tifosissimo del Lecce segna alla sua squadra del cuore e, invece di mettersi le mani sulle orecchie o le dita nel naso come molti suoi colleghi, abbatte il capo sul petto, subisce passivo i tentativi di festeggiamento dei suoi compagni.
Si capisce che sta piangendo. Nell'intervallo è talmente sconvolto che viene sostituito.
Cosa pensate si dirà di lui nell'ambiente del calcio? Pensate, che al di là delle lodi pubbliche e di maniera, gli aguzzini dei talk show o la maggioranza degli spettatori, nel loro intimo accettino e giustifichino un gesto come questo? Io credo davvero di no. Il solito pirla, un sentimentale di merda, un puro....
Questi ve li lascio tutti. Io nella mia squadra, uno come Fabrizio Miccoli lo vorrei avere sempre, uno che è stato minacciato, offeso, osteggiato da Moggi e cricca, senza che nessuno lo difendesse, uno che ha preferito i palcoscenici più periferici e non i teatri di prima rinomanza per non snaturarsi.
Un uomo capace di un gesto di grande poesia, stralunato quanto geniale, come quello di riacquistare all'asta giudiziaria l'orecchino che il fisco italiano aveva sequestrato a Diego Armando Maradona, e di restituirlo al pibe.
Se mi permettete una polemicuccia, mi sembra che MIccoli sia un po' diverso da quelli che giurano eterna fedeltà alla maglia, tranne poi partire dopo un anno, oppure da quelli che, su suggerimento di quel galantuomo di Raiola, scagliano via la maglia per essere ceduti.

2 commenti:

  1. Mi ricorda un po' la storia di Hazem Eman, egiziano che passò di sfuggita nell'Udinese del Zac. Dopo un anno trascorso in tribuna, Zac lo portò in panchina a Perugia e lo fece esordire in Serie A a 20 minuti dalla fine. Fu costretto a toglierlo dopo un minuto soltanto perchè fu espulso un difensore e dovette operare un cambio. Hazem uscì dal campo piangendo a dirotto, inconsolabile. La domenica successiva il Zac, che un cuore ce l'ha (eccome), lo fece partire titolare contro la Reggiana e Hazem fece anche l'assist del goal del vantaggio udinese. Sugli spalti apparve lo striscione "HAZEM, LE TUE LACRIME VALGONO MILLE VITTORIE". In effetti, se nel caso del grandissimo Romario del Salento si può parlare di amore per la maglia, nel caso di Hazem si può ben parlare di amore per il pallone.
    Sarebbe carino aprire una lavagna in cui trascrivere i nostri riferimenti pallonari: Bearzot, Zoff, Scirea, Miccoli, Hazem...

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