IL BLOG DEI MERLINERS



martedì 13 ottobre 2009

Aggiungiamo schifo allo schifo!!!

Oggi, nel Parlamento di questa Repubblica, un folto gruppo di deputati, su proposta dell'Udc, ha bocciato un sacrosanto provvedimento che inserisce l'aggravante delle motivazioni omofobiche negli episodi di aggressione nei confronti di gay e lesbiche.
Un altro strappo profondissimo alla convivenza civile in questo paese e una sostanziale patente di impunità per gli aggressori che nelle ultime settimane si sono resi protagonisti di attacchi e violenze contro gay (Roma, etc.).
Questa volta Paola Binetti non era a qualche cazzo di convegno della Croce Rossa, come in occasione del voto sullo scudo fiscale, ma ha voluto far pesare e motivare il suo voto, che si aggiunge a quelli di Udc, Lega e Pdl nel contrastare anche un provvedimento che era solo un atto di civiltà dovuto ed un messaggio agli intolleranti e ai razzisti di questo paese di merda.
Che terribile dimostrazione di ottusità e di intolleranza, mentre in Germania il partito più a destra nella nuova coalizione di governo ha un leader dichiaratamente gay...
D'altronde, Westervelle, pur essendo il più a destra del suo governo, è più a sinistra del 50% dei componenti del Partito Democratico....

Una sola piccola domanda. Come si può pensare di fare una qualsiasi alleanza con l'Udc? Su quali basi i potrà trovare un accordo?

3 commenti:

  1. Vi aggiungo il link alla mozione dell'Udc, per farvi rendere conto del tipo di argomentazioni usate da questi baciapile:
    http://www.arcigay.it/vergognosi-pregiudizi-del-parlamento.

    Necrofilia? Zoofilia? Buttiglione scrive questa roba? Ma che gente é?

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  2. Prima di tutto vennero a prendere gli zingari

    e fui contento perché rubacchiavano.

    Poi vennero a prendere gli ebrei

    e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

    Poi vennero a prendere gli omosessuali

    e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

    Poi vennero a prendere i comunisti

    ed io non dissi niente perché non ero comunista.

    Un giorno vennero a prendere me

    e non c’era rimasto nessuno a protestare.

    Bertold Brecht

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