IL BLOG DEI MERLINERS



venerdì 13 febbraio 2009

Traboccano le emozioni in chi ha giocato e a lungo ricorderà la partita di questo giovedì. Subito si dirà il risultato, dieci a cinque, che parla di match a senso unico per gli assenti e suona come atto di profonda, ininmarginabile ingiustizia per coloro che c'erano. Anche le squadre, a leggere i nomi, marcano lo spaventoso divario iniziale e persino un profano, un uomo assolutamente digiuno dell'arte pedatoria come il nostro presidente (ora che lancia la bella idea del fantacalcio) griderebbe allo scandalo: Mastrilli, De Paola, Flachi-goal, Piero, Frank, Guido da una parte, Tomaszewski, Bernardoni senior, Bernardoni juinior, Alessandro, Ditaccosempre, Luca Magno dall'altra. Formazioni insensate, che confermano una volta di più la questione delicatissima del bilanciamento degli uomini in campo e avvalorano la sensazione che soltanto giocatori di grandissima esperienza e provata conoscenza degli equilibri interni allo storico gruppo, quali Ditaccosempre e Mastrilli, siano titolati al difficilissimo compito. La partita ha comunque inizio e nonostante l'illusorio goal iniziale dei più deboli, la squadra più organizzzata prende da subito il largo, arrivando a rifilare agli avversari cinque reti nei primi venti, impietosi minuti. Un De Paola in forma smagliante, come non lo si vedeva da molti mesi, sembra esaltato e all'altezza delle sue migliori possibilità: tutti i suoi goal sono alla sua maniera, spettacolari, fragorosi, destro, sinistro,applausi. Tomaszewski si abbassa a raccogliere la sfera rassegnato, impotente, affranto. Dall'altra parte nulla si conclude, le azioni sono frammentarie, svogliate, languenti. Generalmente in situazioni di questo tipo ci si butta giù e di parecchio. Oppure succede quello che è successo ieri sera. Perché è anche questione di animo, anzi a pensarci bene tutto sta lì: la differenza può essere colmata dalla reazione orgogliosa, dalla indomita volontà di opporsi a un destino avverso o a un'evidenza che sale dalle viscere? Mille volte abbiamo assistito a questo epifenomeno, negli anni merliniani: squadre oggettivamente meno strutturate che si oppongono agli avversari più dotati con gli strumenti nascosti del carattere, della forza di volontà. Ma ieri! Trascinati da un Alessandro che vediamo crescere settimana dopo settimana, dalla spinta offensiva costante del vecchio Bernardoni che non molla mai, dal risveglio improvviso dell'altro giovane e colossale membro della famiglia, dagli incitamenti di un Ditaccosempre spiritato e insieme commosso dalla
rimonta, dall'innesto come sempre tardivo ma sempre efficace del turbo da parte del Magno e, ultimo, dalla reazione inferocita di un Tomaszewski che purtroppo diviene portiere formidabile solo alle soglie dell'umiliazione, ecco che tutti questi elementi sommati si trasformano in azioni corali, tiri dalla lunga e corta distanza, scambi che sono piaceri per gli occhi, e naturalmente pali, traverse, pressione costante e asfissiante. E goal e colpi di tacco. Gli avversari si cagano sotto, ma sono al contempo cinici e sanno sfruttare le azioni di rimessa. Finisce come abbiamo ricordato, questa cronaca restituisce una verità che i numeri non sanno vedere.

1 commento:

  1. Analisi condivisibile. Triste ammettere che, come avviene da anni per la sinistra italiana, la reazione avvenga a giochi ormai fatti, e che la sua sola conseguenza sia quella di spegnere, per qualche attimo, il sogghigno beffardo dei vincenti.
    Ah, se il destino ci avesse concesso (come la settimana prima) una sola mezz'ora in più ...
    Sono sicuro che la rimonta si sarebbe conclusa trionfalmente.
    Mi prendo, caro ditaccosempre, intera la mia parte di responsabilità per la timidezza e la svagatezza di alcune improvvide uscite, che hanno rimpinguato il bottino di "Gerd" De Paola, tarpando le ali alla mia squadra. E, tuttavia, questo è il destino dei portieri ...
    Pensa se solo, per avventura, la mia partita si fosse svolta in modo totalmente opposto a quanto si è verificato. Con una saracinesca in campo, il nostro team avrebbe potuto prendere coraggio e accumulare un vantaggio sufficiente per contenere le mie papere, che, compiute al termine della partita, sarebbero state bollate solo come scusabili disattenzioni.

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