
Cinque anni senza Pantani.
"Ma andate a vedere cosa è un ciclista e quanti uomini vanno in mezzo a la torrida tristezza per cercare di ritornare con i miei sogni di uomo ..."
Quel 19 luglio era una giornata torrida davvero. I Merliners aggrappati da ore ai tornanti, arancioni di olandesi.
I francesi appesi ai transistor. Nomi, distacchi, incertezza. Due anni di calvario e di stampelle, il gatto grigio del Giro
Poi, dal fondo della strada un omino che levita, la gente che si stringe sulla strada, per poi ritrarsi di quel poco che consente alle moto di passare.
Per pochi attimi sospesi, eterni, sopra tutte le grida, sopra i clacson e le trombe, solo il frusciare delle ruote e degli ingranaggi, solo il respiro affannoso, l'aria che si richiude dietro un'apparizione fantasmatica.
E il groppo che ti prende e ti raschia la gola assieme all'emozione che ti atterra, ti svuota ....
Le ore della notte (oramai, impietosamente, l'ora è la prima cosa che il merliner lettore va a guardare)inclina al sentimento e porta belle parole: questo è un testo alto, sentito e che fa sentire. Opportuno poi, a ricordare un grande, uno dei miti indelebili del nostro gruppo, su cui abbiamo speso, e spenderemo, discorsi infiniti. Che sentiamo indispensabili. Evviva veramente i Merliners, squadra di santi (a nostro modo), eroi, poeti e navigatori (più ciclisti, in realtà).
RispondiEliminache onore, davvero, poter dire, noi c'eravamo!!!
RispondiEliminaEsortato dalla tenerezza delle parole del portierone, butto lì due versi senza pretese per quell’antico campione e la sua “vita in salita”. E chissà perché parlando di un uomo diventato grande tra le montagne, mi viene in mente il mare.
RispondiEliminaHOTEL ADRIATICO (a Marco Pantani)
Aria impasta cencio nel vento
misto nevischio dileggia il cielo
e si vede come posa
che sa di lamento sfebbrato
e rincorre… che cosa?
la strada
la strada a ore
sbirciava tra le gambe
per coglierne il sapore
ti voleva bene
questo figlio di gente
questo padre di niente
e si voleva male
che adesso pare a vanvera il suo pedalare
davanti a tutta questa acqua
che non sopporta più il mare.
Splendida poesia, emozionante e vera!!!
RispondiEliminaBella, sul serio. Finalmente parli davvero
RispondiEliminaBravi tutti, anche se il professonismo ha avvelenato tutti gli sport, il ciclismo probabilmente mantiene una sua dimensione epica. I miei complimenti a voi tutti.
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